ALICE E IL SINDACO

di Nicolas Pariser (Francia / 2019 / Commedia / 103’)

Martedì 25 agosto, ore 21.00

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

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Recensione

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Alice si dirige a passo svelto verso il municipio di Lione, attraversa le strade, scende le scale, accelera per non essere in ritardo. Un motivetto la accompagna attraverso la città mentre diventa sempre più piccola nel campo che si allunga; e la segue ancora dentro all’enorme palazzo, sotto gli immensi lampadari di cristallo, lungo i corridoi che la portano a un anonimo ufficio con una scrivania. Alice si guarda intorno negli ambienti rispetto ai quali non ha dimensione appropriata né look appropriato. Non è sgomenta ma in attesa di capire cosa dovrà fare. Dura appena poco più di un minuto l’attesa prima che Alice – e lo spettatore con lei – venga fiondata direttamente nel vivo dell’azione. Non si sa nulla di lei, se non che ha lasciato Oxford per un impego cancellato prima ancora del suo arrivo. E ora? Cosa può fare una filosofa che esattamente filosofa non è per un politico di lungo corso estenuato dalla routine stessa del suo lavoro? Semplice: fornirgli delle idee. Non come un consigliere ma come una specie di tutor per il pensiero che si è inceppato.
La sclerotizzazione della politica. La mancanza di idee (e di capacità di leggere la contemporaneità). Il ruolo degli intellettuali. Sono già tutti in scena nei primi cinque minuti gli elementi intorno ai quali ruota Alice e il sindaco opera seconda di Nicolas Pariser che il film lo ha scritto oltre che girato. Una sceneggiatura attuale e puntuale, capace di parlare delle derive dell’oggi con un’intelligenza che raramente si riscontra al cinema (e non solo). Più efficace di tante analisi di politologi, di tanti saggi di giornalisti specializzati, certo più diretto di tante maratone tv e più ficcante di tanti interventi pubblici, Alice e il sindaco solleva questioni senza mai deliberare, argomenta senza mai diventare verboso, problematizza senza mai diventare sterile.
Alice e il sindaco è una piccola lucida – straziante eppure leggera, drammatica eppure propositiva – analisi di quest’epoca; un’epoca in cui “i giovani” intellettuali non riescono a guardare al futuro perché non sanno più chi sono, cosa amano e perché si sono impegnati tanto mentre “gli anziani”, che nei posti di potere continuano a sederci, guardano al domani senza più capire veramente neppure le esigenze dell’oggi. Giovani contro vecchi, padri contro figli, generazioni che non dialogano e non si capiscono ognuno arroccato dentro e dietro le proprie frustrazioni e le proprie consuetudini acquisite.