BOYERASED. VITE CANCELLATE

un film di Joel Edgerton (U.S.A. / 2018 / Drammatico / 114’)

venerdì 29 marzo - ore 20.30
A seguire incontro con l' associazione “MaiMa” e il collettivo “Starfish” di Schio.

Prezzi riservati ai Soci
5 euro

Prezzi al pubblico
6 euro

Recensione

A seguire incontro con l’ associazione “MaiMa” e il collettivo “Starfish” di Schio.

Sulla base del libro di memorie Boy Erased: A Memoir scritto da Garrard Conley, colui che è passato per i vari passaggi della storia riportata al cinema, il nuovo film da regista di Joel Edgerton parla del tentativo di rieducazione sessuale del personaggio Jared Eamons (Lucas Hedges), giovane che sceglie, su invito dei genitori, di entrare in un programma per cercare di farsi perdonare dei propri peccati e tornare etero. Proprio come La diseducazione di Cameron Post, Boy Erased sa rivelarsi inaspettato. Con una tendenza che lo porta ad essere certamente più incline alla drammaticità, la pellicola si svincola dal tragico pressante a cui siamo abituati, per riflettere su risvolti che probabilmente non riusciamo a dare ancora così per scontati. Il film non cerca la compassione, nonostante il duro colpo dei centri di correzione posti come nucleo della storia, ma compie un passo in avanti nella ricerca di altre declinazioni intorno agli aspetti dell’omosessualità e della maniera in cui approcciarsi a questa.

Joel Edgerton, anche alla sceneggiatura del soggetto, non riempie di pietismo il disagio del suo personaggio principale, ma ne riporta il comportamento conforme ai tempi in cui la storia è inserita e nel cinema che stiamo attraversando. E lo fa accendendo, comunque, la coscienza dello spettatore, riservandogli però la consapevolezza del fatto che gli anni stanno avanzando, la comprensione della sessualità anche, e che per chi era inaccettabile il diverso ora riesce a comprendere l’impraticabilità della riconversione.

È principalmente la fotografia di Eduard Grau con il suo grigiore opaco a stabilire l’essere dimesso dell’opera, con la colonna sonora di Danny Bensi e Saunder Jurriaans e i rallenty prolungati che si concentrano sulla confusione dei primi piani e il loro dolore. Lucas Hedges sa essere nuovamente perfetto, assecondando le volontà del film e non caricando la sua interpretazione più di quanto sia necessario, esplodendo nell’istante della crescita emotiva e personale del protagonista che non può più essere contenuto tra i confini di quella follia. Ed è qui lo sguardo originale: saper presentare il desiderio di cambiamento per poi acquisire una nuova dignità, quella che non si credeva di poter avere, ma che riesce a provare al mondo che è soltanto lui a dover migliorare.

Andare oltre l’argomento. Boy Erased – come La diseducazione di Cameron Post – giunge al punto d’arrivo del suo obiettivo e lo fa superando l’umiliazione inflitta. “Non c’è niente da cambiare in me.”. Una sola frase, un modo di esistere che è bandiera di questo cinema.