CAFARNAO – CAOS E MIRACOLI

un film di Nadine Labaki (Libano / 2019 / Drammatico / 120')

sabato 20/04 - ore 21.00
domenica 21/04 - ore 16.00, 18.00 e 20.30

Prezzi riservati ai Soci
Intero: 6,5 euro
Ridotto: 5,5 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Prezzi al pubblico
Intero: 7 euro 
Ridotto: 6 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Recensione

Zein vive con molti altri fratelli e sorelle in una baracca della capitale libanese. Povero, non istruito ma dotato di una grande intelligenza, si ribella quando la sorella viene venduta ad un uomo ricco, diventando una sposa bambina di 11 anni. Zein non ci sta, non può sopportarlo, ma potendo evitarlo scappa di casa per allontanarsi da una famiglia che ha la colpa di averlo messo al mondo, costringendolo ad essere come loro.
Incontra così una donna etiope, con un bambino che è costretta a tenere nascosto, non avendo documenti (che hanno un costo elevato), e Zein viene adottato da questo piccolo nucleo familiare sgangherato ma ricco d’amore, facendo da baby sitter al piccolo in cambio di cibo e riparo ma ritrovandosi solo con lui quando un giorno la madre non fa più ritorno. Cafarnao si trasforma così in un viaggio on the road attraverso la disperazione, in cui Zein si ritrova a fare delle scelte obbligate troppo simili a quelle compiute dai propri genitori ma purtroppo inevitabili, fino a quando un’occasione non gli permette di dare una piccola svolta alla propria vita, provando a vedersi riconosciuto come essere umano pur non possedendo dei documenti – e quindi – un’identità.
La potenza delle immagini di Capharnaüm è senza subbio il fulcro della sua efficacia ma non tanto per le lacrime dei bambini affamati o maltrattati, quanto per la ricorsività con cui la regista riesce a mostrare la circolarità alla quale la vita del protagonista sembra destinata. Una pellicola sentita, frutto di un desiderio di denuncia e di una capacità ammirevole di trasformare tale intenzione in un risultato preciso, dotato di un realismo sensibile e di un grande rispetto della spontaneità dei suoi protagonisti, ripresi in un contesto quasi naturalistico, in attesa del momento giusto da immortalare. Il tutto senza rinunciare all’originalità della messa in scena e delle situazioni mostrate, eloquenti nella loro disperata normalità.