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CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI

di Jean-Pierre Jeunet
(Francia, Italia / 2026 / Sentimentale - Drammatico / 137’)

01, 02, 03, 04 marzo

Violette Toussaint è la guardiana di un cimitero. Passanti e clienti abituali vanno a riscaldarsi nella sua casa, dove risate e lacrime si mescolano tra una tazza di caffè e l’altra. La sua routine quotidiana è scandita dalle loro confidenze. Un giorno, un uomo bussa alla sua porta. Si chiama Julien Seul ed è un commissario di polizia che ha delle domande su una coppia che riposa nel cimitero. La sua indagine ha inizio e i legami tra i vivi e i morti vengono alla luce, e alcune anime che si pensavano oscure si rivelano luminose.

Recensione

Cambiare l’acqua ai fiori è diretto da Jean-Pierre Jeunet, che torna al lungometraggio con un adattamento del bestseller di Valérie Perrin. Pubblicato nel 2018 e venduto in oltre tre milioni di copie nel mondo, il romanzo si trasforma ora in un attesissimo film, interpretato da Leïla Bekhti, Matthias Schoenaerts e Melvil Poupaud. Il film uscirà esclusivamente al box office nel 2026.
Prodotto da Palomar e 24 25 Films, con la partecipazione di France Télévisions, Canal+ e Netflix, questo adattamento rappresenta l’incontro tra il mondo letterario delicato di Valérie Perrin e la visione unica di Jean-Pierre Jeunet, già celebre per Il favoloso mondo di Amélie e Una lunga domenica di passioni.
La storia segue Violette Toussaint, una donna di circa quarant’anni che lavora come custode del cimitero in una piccola città della Borgogna. Il suo mestiere la mette nel cuore delle confidenze dei visitatori, siano essi abituali o di passaggio, che trovano in lei un ascolto attento e un conforto discreto. Dietro questa apparente serenità, Violette cela una storia personale segnata dalla perdita e dal silenzio.
L’arrivo di Julien Seul, un commissario incaricato di consegnare le ceneri di sua madre, scatena una serie di eventi. Spinto dalla curiosità sul passato di Violette e sulla scomparsa misteriosa di suo marito, inizia un’indagine che fa riemergere dal passato ricordi sepolti e verità mai dette.
Il romanzo Cambiare l’acqua ai fiori si è affermato come un vero fenomeno editoriale, conquistando lettori in numerosi paesi. Il film mantiene intatta la struttura emotiva del libro, alternando narrazione presente e flashback del passato, e si avvale di uno stile cinematografico raffinato, ideato da Jean-Pierre Jeunet e Guillaume Laurant, partner di lunga data del regista.
La prima immagine svelata offre un’atmosfera che si distingue per un mix di realismo e poesia, in perfetta sintonia con l’estetica del regista, dove luce, scenografie e dettagli quotidiani contribuiscono a narrare un racconto intimo sul lutto, la memoria e la resilienza.

Julie Minetti, sortiraparis.com

Violette è il cuore pulsante di questo piccolo mondo, popolato dai becchini locali, da un giovane prete e dai numerosi visitatori che si fermano alla sua casetta e le confidano le loro vite e quelle dei loro cari defunti. Mentre ascolta queste storie, alcune tragiche, altre comiche, e riflette su temi come la vita, la morte, il dolore e le semplici gioie dell’esistenza, il suo doloroso passato viene svelato attraverso una lente tragicomica.
“È un personaggio pieno di luce, anche per me che non ho un rapporto sereno con la morte”, ha dichiarato Leïla Bekhti a Paris Match. “È senza tempo, resiliente. Mi piacciono questi personaggi, così unici e al tempo stesso capaci di parlare al cuore. Non c’è niente di più bello e poetico che cercare la vita attraverso la morte”.
Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 in Francia, dove ha venduto 850.000 copie, ed è stato tradotto in 28 lingue. È la seconda opera letteraria della scrittrice, sceneggiatrice e fotografa Valérie Perrin, che ha anche collaborato con il marito Claude Lelouche alla sceneggiatura di diversi film, tra cui Uno più una e I migliori anni della nostra vita.

Melanie Goodfellow, deadline.com