CORSAGE. IL VESTITO DELL'IMPERATRICE

un film di Marie Kreutzer
06 - 07 - 08 - 09 Febbraio

Vienna, 1877. Il 24 dicembre l’Imperatrice d’Austria Elisabetta, nota ai più come Sissi, compie 40 anni, un’età che per una donna dell’epoca, soprattutto una nota per la sua avvenenza, segnava l’inizio della fine. Elisabetta è infelice, e non fa nulla per nasconderlo: inscena svenimenti strategici durante le parate ufficiali, coltiva progetti suicidi e si intrattiene con uomini che le riservano quell’attenzione, e quello sguardo, che le nega suo marito, l’Imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, intento a corteggiare ragazze che potrebbero essere sue figlie e disorientato dall’inquietudine della moglie. A nulla valgono le fughe dell’imperatrice lontano da corte, o le richieste dei dignitari affinché mantenga un contegno ufficiale degno
del suo rango: Elisabetta si sente soffocare nella sua gabbia dorata e percepisce tutta l’ingiustizia del suo tempo e del suo mondo contro tutto il genere femminile.

Recensione

Libertà a tutti i costi. Quando nel 1964 il regista Michael Kehlmann girò Radetzkymarsch fece particolarmente scalpore la scena in cui ci veniva mostrato l’Imperatore Francesco Giuseppe in camicia da notte, dal momento che veniva considerato indecoroso rappresentare una personalità di tale portata in momenti intimi. Oggi, a ben cinquantotto anni di distanza, le cose sono decisamente cambiate e in Corsage vediamo la coppia imperiale in situazioni ben più “controverse”. Un elemento che, tuttavia, entrambi i lungometraggi hanno in comune è il ritratto impietoso della monarchia asburgica, colpevole di aver rovinato milioni di vite in Radetzkymarsch e considerata una vera e propria gabbia dorata in Corsage. In questa occasione, dunque, vediamo un’Imperatrice Elisabetta d’Austria (Vicky Krieps) incredibilmente fragile, umana, ossessionata per la cura del corpo e terrorizzata di invecchiare. Non a caso, la storia prende il via alla vigilia del suo quarantesimo compleanno, nel dicembre 1877. Elisabeth vive insieme a suo marito (Florian Teichtmeister), ai figli Rudolph (Aaron Friezs) e Maria Valeria. Il rapporto con l’imperatore si è raffreddato da tempo e il desiderio di scappare via lontano è sempre molto forte. Riuscirà mai la donna a trovare la tanto agognata libertà?


In Corsage, Marie Kreutzer si è completamente affidata al suo personaggio, mostrandoci tutto esclusivamente dal suo punto di vista, regalandoci intensi primi piani e dettagli di mani che stringono corsetti, oltre a sfrenate corse a cavallo e momenti di intime confidenze. L’Imperatrice Elisabetta, non è un’eroina senza macchia, i suoi lati più controversi ci vengono mostrati dalla macchina da presa con un crudo realismo, ulteriormente accentuato da ambienti sfarzosi e decadenti, da momenti in cui vediamo la protagonista disperarsi per la morte del suo cavallo, fare le boccacce al medico e farsi iniettare questa “nuova medicina”, l’eroina, in grado di porre fine ai suoi tormenti interiori “senza rischi per la salute”.


Decadentismo e modernità, dunque, trovano in Corsage un ottimo connubio, mai eccessivo o gratuito. Un lungometraggio che non ha paura di osare, di puntare il dito contro un mondo freddo e ipocrita, di regalarci un ritratto tanto stratificato quanto affettuoso e fortemente empatico dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Adesso è tempo di guardare in faccia la realtà e – perché no? – di lasciarsi finalmente andare tuffandosi da una nave in mare aperto.

Marina Pavido, www.cinema-austriaco.org