COSA RESTA DELlA RIVOLUZIONE

di Judith Davis (Francia / 2018 / Commedia / 88')

14, 15, 16, 17 dicembre

Il film racconta la storia di Angèle, una giovane urbanista parigina che da sempre combatte con quella che è la maledizione della propria generazione: essere “nata troppo tardi”. Lei infatti rifiuta l’attuale tramonto dell’impegno politico e delle utopie e disprezza la generazione che ha “divorato” i trentenni, che come lei sono sottopagati e sfruttati. Tornata a vivere dal padre, rimasto fedele agli ideali maoisti, Angèle va in cerca di un equilibrio e si sforza di cambiare il mondo istituendo un piccolo collettivo civico. La conoscenza del bizzarro Saïd e la scoperta di una verità familiare, porteranno però scompiglio nelle sue certezze. 

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    Tout ce qu'il me reste de la révolution

  • Regia

    Judith Davis

  • Paese, anno

    Francia,2018

  • Genere

    Commedia

  • Durata

    124'

  • Sceneggiatura

    Judith Davis, Nadja Dumouchel, Cécile Vargaftig

  • Fotografia

    Émilie Noblet

  • Colonna sonora

    Boris Boublil, Julien Ome

  • Montaggio

    Clémence Carré

  • Interpreti

    Judith Davis, Malik Zidi, Claire Dumas, Simon Bakhouche, Mélanie Bestel

Recensione

Cosa resta della rivoluzione rappresenta l’esordio alla regia dell’attrice francese Judith Davis ed è così che racconta la sua pellicola: “Il film trae origine da uno spettacolo teatrale che ho creato nel 2008 ma non è un suo adattamento: ne prolunga semmai lo spirito, trattando gli stessi temi e amalgamando argomenti personali con argomenti sociali. Il tutto nasce da una semplice domanda: cosa è rimasto delle lotte sociali degli anni Sessanta e Settanta? Dopo un meticoloso lavoro di indagine, ho preferito mettere da parte la storia ufficiale e dedicarmi a un racconto più intimo incentrato su una giovane donna che potrei essere io. Provenendo da una famiglia di sinistra che ha vissuto il Sessantotto, in un primo momento ero restia a parlare di quello che era accaduto ma ho messo da parte le remore per cercare di capire quali retaggi ci portiamo ancora appresso”.

“L’impegno politico e sociale – ha proseguito la regista – sono dunque il punto di partenza per una commedia che vuole esplorare con delicatezza il tempo in cui viviamo per capire se esiste ancora oggi la possibilità di fare qualcosa insieme. Ho cercato di essere obiettiva, di confrontarmi con la realtà che ci circonda in maniera franca e di cercare di ridere con lo spettatore di quello che sta realmente succedendo. Tutti i personaggi sembrano alle prese con le conseguenze di un periodo di transizione che non sembra mai finire. Se ci riflettiamo, tutto il loro quotidiano appare in transizione, dando origine a tanti dilemmi, spesso estenuanti, a cui non sappiamo dare risposte. Trascorriamo tutto il nostro tempo a chiederci come fare, cosa fare e cosa vogliamo fare. Non si può ad esempio passare la vita a vendere connessioni internet a nonnine che non hanno il computer e rientrare la sera a casa soddisfatti per averlo fatto!”. 

Fonti: rbcasting.com, filmtv.it