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DIABOLIK

un film di Manetti Bros
Sabato 25 dicembre - ore 15.00 e 18.00 Domenica 26 dicembre - ore 18.00 e 21.00 Lunedì 27 dicembre - ore 18.00 Martedì 28 dicembre - ore 16.00

Nonostante ne porti il nome, infatti, Diabolik è un film che ruota tutto attorno alla Eva Kant di Miriam Leone.
Dopo un primo inseguimento in macchina che culmina nel title drop, siamo con Eva a una festa in una località montana. Sorseggia uno spritz con il viscido viceministro della Difesa, le cui avances non vanno a buon fine. Tornando a piedi in albergo viene avvicinata dall’ispettore Ginko di Valerio Mastandrea, che la mette in guardia: Diabolik sarà sicuramente interessato al suo inestimabile diamante, lasciatogli in eredità dal marito morto in un incidente di caccia. Il soggiorno a Clerville di Lady Kant è, in fondo, una fuga da quei dolorosi non detti che sembrano perseguitarla. Il prevedibile incontro con Diabolik nella sua stanza d’albergo diventa per lei una scossa, quasi uno specchio nel quale vedere il proprio maligno riflesso con il quale diventare complice del proprio passato passato.In questo senso lavorano anche i Manetti Bros. creando un’estetica che guarda più al glamour degli 007 di Craig che al pop di Mario Bava, di cui conservano qualche stilizzazione e che omaggiano in un omaggio dalle tinte horror. Diabolik è un film su un’evoluzione, tanto del personaggio, di cui infatti non viene raccontata in nessun modo la genesi ma una trasformazione, quanto del cinema dei Manetti, il cui stile registico si avvicina a un inusuale senso di classicità. La transizione dal loro caratteristico stile esuberante a uno più posato fa perdere un po’ di quella dinamica vitalità propria delle loro precedenti opere, anche molto dialogate, come L’arrivo di Wang e Piano 17. Alla ricerca della solidità, il film finisce per appesantirsi a causa di un numero esiguo di scene d’azione e di una mole di dialoghi non sempre brillanti.
Nonostante qualche inciampo i Manetti, aiutati da un ritmo abbastanza sostenuto, riescono a delineare con sempre più disinvoltura un’inedita, tanto per i registi quanto per lo spettatore, zona di comfort. Diabolik assume allora le sembianze non solo di un primo esperimento forse ancora troppo misurato, ma si candida a essere di più, magari una base per un vero e proprio universo narrativo cinematografico che tratti i personaggi con sempre meno riverenza. Chissà che nelle sale non venga posta la prima pietra di un nuovo cinema commerciale italiano degno di questo nome e al passo con i tempi.

Riccardo Baiocco www.sentieriselvaggi.it

Recensione

La nuova parabola sul potere di Ridley Scott è un fiammeggiante melodramma su una famiglia che implode. Una discesa agli inferi sostenuta da eccellenti prove attoriali, in primis quella di Lady Gaga.
House Of Gucci è la telenovela della dinastia Gucci oppure la dinastia Gucci è la telenovela di House Of Gucci? Insomma sì, naturalmente, tutt’e due le cose perché il film di Ridley Scott è una vera e propria soap su una realtà che ne aveva tutti i caratteri. In questo senso il regista britannico, che ha appena compiuto 84 anni, firma un film libero e molto contemporaneo che dialoga con il suo recentissimo The Last Duel per il discorso sul potere in cui, a prescindere evidentemente dal capitalismo finanziario comunque vivisezionato nel precedente Tutti i soldi del mondo, il pesce piccolo è mangiato dal più grande anche, soprattutto?, in ambito familiare (ogni accenno a Il Padrino è voluto).
Ed è proprio su questo aspetto, sulla trinità “nel nome del padre, del figlio e della famiglia Gucci”, che il film si concentra. I meccanismi messi in moto da una grande azienda, ma a carattere familiare, vengono minuziosamente smontati da Ridley Scott che si abbandona completamente, essendone però l’artefice, al lavoro degli attori.
La macchina da presa segue Lady Gaga, lacca in testa, diventare Patrizia Reggiani e prendersi così tutto il film, ogni sequenza, ogni primo piano con quei fulminanti lampi negli occhi. È l’attrice perfetta che abbiamo conosciuto in A Star Is Born e che dimostra enormi potenzialità se solo lasciasse perdere la musica.

Pedro Armocida www.mymovies.it

*spettacoli in Versione Originale Sottotitolata in Italiano