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SORRY, BABY

di Eva Victor
(U.S.A. / 2025 / Drammatico - Commedia / 103’)

06, 07, 08, 09* aprile

* Proiezione in Versione Originale Sottotitolata in italiano

Agnès, una giovane e brillante docente universitaria, vive in una cittadina tranquilla del New England. Un evento traumatico l’ha lasciata sospesa, come congelata nel tempo, mentre intorno a lei il mondo continua a scorrere e trasformarsi. Le persone che la circondano continuano a vivere normalmente. Tra queste c’è Lydie, la sua migliore amica che si trasferisce a New York, mette su famiglia e inizia una nuova vita, mentre Agnès resta ancorata a un presente che pesa e a un passato ingombrante.

Poi c’è Decker, il professore stimato ma simbolo di un potere corrotto e di dinamiche opprimenti; ma anche Gavin, il vicino di casa gentile, taciturno ma rassicurante.

Recensione

“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agli altri che “tutto va bene”. Agnes vive ancora nella stessa casa del New England in cui è cresciuta, mentre l’amica ed ex coinquilina Lydie si è trasferita a New York, si è sposata e le annuncia di essere incinta. Per Lydie la vita è andata avanti, ma per Agnes si è in qualche modo congelata a quell’evento traumatico che ha superato solo a parole. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore. E Agnes dovrà confrontarsi con il rimosso e con il modo in cui quell’evento ha influenzato il corso della sua vita. Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. È un esordio folgorante, che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente, qui con il sostegno produttivo del regista Barry Jenkins. Narrato per brevi vignette e capitoli che non seguono un ordine sequenziale corretto, come non lo fa la memoria di un evento traumatico, Sorry, Baby affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”. L’equilibrio che Victor riesce miracolosamente (o meglio, grazie ad un attento lavoro di precisione in sceneggiatura e in regia) a mantenere fra i diversi toni è la marcia in più di questa storia. Ad aiutare Agnès nel percorso di riparazione è una comunità di affetti che fa di Sorry, Baby anche la storia di un’amicizia femminile salvifica, quella con Lydie, che sa esserle vicina senza imporle strategie di rivalsa o di rimonta: una di quelle amicizie in cui la distanza, in termini di tempo e di spazio, viene istantaneamente annullata dalla confidenza reciproca e dall’intesa profonda. C’è tanta tenerezza in questo film, che rifiuta la strada del rancore e della vendicatività (vedi Una donna promettente) senza per questo assolvere in alcun modo i colpevoli, né minimizzare la violenza sessuale, anzi, rivelandone l’impatto nocivo reiterato nel tempo. Sorry, Baby riesce ad essere contemporaneamente straziante e confortante, perché mostra la realtà cocente di ogni #metoo, ma anche la resilienza di un essere umano che riesce a superare il senso di dissociazione da sé che genera immancabilmente un evento del genere. E c’è anche un accenno polemico verso quelle sedicenti femministe che al momento buono ti lasciano sola e quel sistema che garantisce l’impunità a chi commette atti di violenza di ogni ordine e grado sulle donne.

Paola Casella – mymovies.it