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DIVINE COMEDY

di Ali Asgari
(Iran, Italia, Francia / 2025 / Commedia / 98’)

30, 31 marzo, 01, 02 aprile

Il film segue la storia di Bahram, un regista iraniano sulla quarantina, ostinato e appassionato, ma segnato da anni di frustrazione. Nonostante l’impegno e l’autenticità delle sue opere, nessuno dei suoi film ha mai ottenuto il permesso di essere proiettato nel suo Paese. Ogni tentativo ha incontrato il muro rigido della censura imposta dal Ministero della Cultura. Dopo l’ennesimo rifiuto, Bahram decide di tentare un’ultima, folle impresa. In sella a una Vespa scassata, insieme a Sadaf, la sua caustica produttrice dotata di un’ironia affilata, si lancia in una missione clandestina.

Recensione

In attesa dell’uscita del suo ultimo film, proponiamo un’intervista al regista Ali Asgari realizzata nel 2024.

Maurizio: Iniziamo con una domanda diretta: come vanno le cose per un regista che vive a Teheran?

Ali: Posso dire che il cinema indipendente in Iran non esiste più, non è come dieci anni fa perché il governo adesso controlla proprio tutto, non ti lascia fare niente. A Teheran adesso esiste il cinema underground, se vuoi fare qualcosa fuori dal controllo governativo la devi fare così. Il cinema underground ha una sua ragione, anche quando genera delle cose un po’ amatoriali. Ma il nostro caso è diverso, tanti bravi registi in Iran fanno cinema underground perché sono costretti.

 

Maurizio: E se fai un film underground, puoi parlare di quello che vuoi?

Ali: Se riesci a girarlo, ma dopo ci sono delle conseguenze, come nel mio caso dopo il film presentato a Cannes. Fare un film per noi oggi è un atto di resistenza, contro un sistema che vuole cancellare tutto: la cultura, il cinema, tutta la letteratura. Per questo diventa un atto di resistenza, per me e per altri registi che stanno facendo film in questo modo. È difficile ma dobbiamo continuare. Dobbiamo resistere contro questo sistema.

Sì, io naturalmente potrei fare film fuori dall’Iran, ma adesso, in questa situazione, preferisco farli qui. Perché voglio partecipare a questo movimento di resistenza.

 

Maurizio: A te cosa è successo?

Ali: Quando a luglio dell’anno scorso sono tornato in Iran dopo aver presentato a Cannes, nella sezione Un certain regard, il mio film Terrestrial verses (in italiano Kafka a Teheran), appena sbarcato dall’aereo mi hanno sequestrato il passaporto, il cellulare e il computer. Non solo a me, anche all’attrice principale, al produttore e ad altri della troupe. Tutti noi poi siamo stati interrogati, ci contestavano che avevamo fatto questo film senza il loro permesso. Ci hanno chiesto perché lo avevamo fatto. Hanno avviato una procedura, alla fine hanno paura che attraverso di noi ci siano degli stranieri che vogliono distruggere il nostro Paese. Pensano sempre che ci sono degli stranieri che offrono soldi per distruggere il Paese. Una visione ormai superata.

 

Maurizio: Confesso che un po’ mi stupisce questo vostro coraggio, questa continua sfida da parte tua e di tanti altri iraniani. Mostrate un’abitudine a rischiare che non si spiega solo con la disperazione di vivere una situazione così repressiva.
Ali: Non saprei dirti bene, ma c’è una poesia del poeta persiano Rumi che dice che noi siamo vivi perché ci muoviamo, il mare esiste perché crea delle onde e noi esseri umani siamo come onde che nell’insieme fanno il mare. Non puoi capire da dove inizia il mare, è tutto insieme. Lo stesso per il popolo iraniano che resiste, non sai se è un coraggio personale o quello di tutti quanti insieme. Un vecchio scrittore iraniano sufi un giorno doveva fare un discorso, vennero ad ascoltarlo un centinaio di persone, prima di iniziare, il suo assistente disse al pubblico: “Per piacere, potete farvi un poco più vicino?” Tutti allora si mossero per venire più avanti e a quel punto il vecchio scrittore disse: “Va bene. Io non devo dire più niente, perché tutto quello che volevo dire l’ha appena detto lui” e indicò l’assistente. Tutti noi dobbiamo soltanto muovere un passo più avanti insieme agli altri. Un passo più avanti.

Maurizio Braucci – gliasinirivista.org