ELLA & JOHN

un film di Paolo Virzì

13, 14, 15 marzo 2018

La storia di Ella e John, della loro fuga per sottrarsi alle cure dei medici e dei figli ormai adulti. Lui svanito ma forte, lei acciaccata ma lucidissima, si regalano un’avventura per le strade americane, da Boston a Key West a bordo del loro vecchio camper e tra momenti esilaranti ed altri di autentico terrore, ripercorrono l’appassionata vicenda di un amore coniugale che sembra destinato a regalare rivelazioni sorprendenti fino all’ultimo istante.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    The Leisure Seeker

  • Regia

    Paolo Virzì

  • Paese, anno

    Usa, Italia,2017

  • Genere

    Drammatico

  • Durata

    112’

  • Sceneggiatura

    Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Francesco Piccolo

  • Fotografia

    Luca Bigazzi

  • Colonna sonora

    Carlo Virzì

  • Montaggio

    Jacopo Quadri

  • Interpreti

    Helen Mirren, Donald Sutherland, Kirsty Mitchell, Jennifer Ward, Christian McKay

Recensione

Ella & John (The Leisure Seeker) è il film, in concorso alla 74ª Mostra del cinema di Venezia, diretto da Paolo Virzì con Donald Sutherland e Helen Mirren nel cast. Adattando il romanzo In viaggio contromano di Michael Zadoorian, Paolo Virzì ritrae la commovente storia di Ella e John Spencer, una coppia attempata che intraprende un viaggio con un vecchio camper, soprannominato The Leisure Seeker.

Questa temeraria coppia di anziani una mattina estiva decide di fuggire da un fato doloroso composto da cure mediche e ospedali, piantando figli e famiglia per avventurarsi lungo la Old Route 1. John è un ex professore di letteratura, vive di momenti di lucidità e di altri in cui soffre di gravi perdite di memoria, Ella identicamente ha i suoi acciacchi ma è vigile e carismatica. Il loro viaggio attraversa l’America tra i luoghi della loro vita, ripercorrendo storie, avventure e ricordi, di cui si servono per fuggire ancora più lontano, da un’ America e una vita che non è più la loro.

 

Paolo Virzì è innegabilmente un maestro nel delineare i punti di forza e di debolezza dell’uomo; cattura la migliore, la più selvaggia, la più miserevole umanità, cogliendo ogni sfumatura e dando il giusto peso a ogni parola. Una pellicola che ha di virziniano molto di più di quello che forse lo stesso regista sarebbe disposto ad ammettere, i cui personaggi sono così imperfetti, brutali, spassosi e anacronistici che si dilungano in discorsi che intratterrebbero lo spettatore per ore, per giorni interi.

Questo viaggio è una vera fuga d’amore, la scelta di vivere, ancora una volta e sempre, di due persone che non conoscono altro modo se non quello di stare assieme; c’è una parvenza di ribellione in questo film che rivendica la libertà di porsi contro scelte forzate che spingono spesso gli anziani ad essere rinchiusi in strutture mediche per volere magari di un medico o secondo dettami sociali. Il loro è un viaggio intimo che crea uno spaccato nella loro esistenza che li porterà da Boston a Key West, città abitata da uno degli scrittori preferiti di John, Ernest Hemingway.

 

Ella & John – The Leisure Seeker ha la potenza di non inciampare in cliché o di raffigurare erroneamente un’America turistica, vista con gli occhi dello straniero, questo non accade mai ed è una benedizione assoluta. Nonostante la storia sia ben contestualizzata nel periodo ante Trump e quindi durante la sua campagna elettorale, ciò non destabilizza la narrazione ma la rende ancora più affascinante, come nella splendida scena in cui i due fuggiaschi si trovano nel ben mezzo di una manifestazione in favore di Trump, un momento che li rende ancora più estranei a quel mondo, al nostro tempo.

 

John è una persona affascinante, ha i suoi momenti, i suoi vuoti di memoria, ma che non sono mai davvero vuoti, lui è così affollato di ricordi, di pagine di letteratura che inevitabilmente crea alchimia con chiunque lo ascolti, la sua mente è così ampia, intrigante e imprevedibile da scatenare momenti malinconici ma anche spassosi e ridicoli. Ella & John è un film che sa rischiare, che sa raccontare in modo totale l’imperversare di una malattia così pungente e abissale, ma che non cerca mai alcun tipo di compassione.

Donald Sutherland e Helen Mirren dimostrano ancora una volta la capacità di potersi misurare con qualsiasi ruolo, dando corpo e anima per due personaggi bislacchi e poetici, due attori monumentali diretti con complessità e devozione, in cui viene ben riletta e descritta la libertà di due persone che scelgono un altro mondo, un altro destino, un’altra strada, che va meravigliosamente ad aggiungere vita alla vita stessa.

Paolo Virzì firma un’opera indimenticabile, senza tempo, che viaggia verso gli Oscar, grazie a due attori imponenti che speriamo possano essere insigniti dei giusti riconoscimenti.

 

Fonte: Lucia Tedesco (cinematographe.it)

Paolo Virzì

Regista e sceneggiatore. Frequenta il corso di sceneggiatura di Furio Scarpelli al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Esordisce nel 1994 con “La bella vita”, che gli procura il Ciak d’Oro alla Mostra del Cinema di Vene- zia, il Nastro d’Argento e il David di Donatello come miglior regista emergente.

Con i successivi “Ferie d’agosto” (1996), “Ovosodo” (1997, Gran Premio della Giuria a Venezia) e “Baci e Abbracci” (1999) si distingue come uno dei più talentuosi registi italiani della nuova generazione.

Ricca la produzione del 2000: tenero in “Caterina va in città” (2003), amaro e attuale in “Tutta la vita davanti” (2008) e poi “La prima cosa bella” (2009) che gli vale il Nastro d’Argento per il miglior film dell’anno. Seguono “Tutti i santi giorni (2012) e “Il Capitale umano” (2014). Quest’ultimo segna l’incontro con Valeria Bruni Tedeschi, protagonista anche de “La pazza gioia” (2016).