ESSI VIVONO
(U.S.A. / 1988 / Horror / 94’)
Venerdì 23 ottobre – ore 20.30*
*Proiezione in Versione Originale con Sottotitoli in italiano
Un operaio disoccupato scopre una setta segreta che costruisce occhiali da sole. Ne è incuriosito e, provandone un paio, scopre un mondo terrificante: infatti, molti uomini sono in realtà extraterrestri con orribili facce sfregiate e si vedono cartelloni pubblicitari che incitano all’obbedienza in stile Grande Fratello. Insieme ad un altro operaio, affronta gli invasori. Ma che fa Holly, l’affascinante assistente ai programmi di Canale 54?
Recensione
“Essi Vivono è un capolavoro assoluto e non si tocca. È il film più dichiaratamente incazzato, anarchico e marxista di Carpenter. Non è solo fantascienza, è un pamphlet politico di una potenza devastante che demolisce l’edonismo reaganiano degli anni ottanta.» – Federico Frusciante
Una delle scene più memorabili di Essi Vivono (titolo originale They Live), capolavoro di John Carpenter, arriva dopo appena mezz’ora di film, in modo totalmente inaspettato e sorprendente. Il protagonista John Nada (Roddy Piper) indossa un paio di occhiali da sole e scopre che il mondo che lo circonda non è altro che un involucro in bianco e nero invaso da messaggi subliminali. Sui cartelli pubblicitari e fra le pagine dei quotidiani campeggiano imperativi economici, sociali e culturali: OBBEDISCI, CONSUMA, SPOSATI E RIPRODUCITI. Una mazzetta di banconote suggerisce invece IO SONO IL TUO DIO.
Pochi altri film nella storia del cinema riescono a produrre un effetto così alienante, svoltando improvvisamente da un impianto che fino a quel momento viaggiava nei dintorni del thriller fantascientifico. Da qui in poi la fantascienza diventa solo un pretesto per rappresentare una visione politica radicale e paranoica. Carpenter non si limita a suggerire la distopia politica, come fa ad esempio Paul Verhoeven in Robocop, ma la palesa in maniera evidente, spogliandola da ogni sovrastruttura per mostrarla nuda e cruda per parlare più allo spettatore che al protagonista del suo lungometraggio. È un pugno allo stomaco fulmineo e inatteso, tanto che il saggista Jonathan Lethem ha definito quella sequenza come “10 minuti di sublime dissonanza cognitiva.”
Per arrivare a capire la portata rivoluzionaria di quelle immagini dobbiamo contestualizzare il periodo storico durante il quale fa la sua comparsa nei cinema Essi Vivono. Siamo nel 1988, in piena Reaganomics, l’invasione dei carrieristi yuppies e la competitività sociale sono al loro apice. Gli Stati Uniti sono percossi da un’ondata di consumismo e conformismo che ricorda il maccartismo degli anni Cinquanta, compreso un ritorno nel dibattito pubblico dello spauracchio comunista e della sua natura di male assoluto.
In questo scenario sociale ed economico Carpenter non le manda a dire e recupera un vecchio racconto di fantascienza di Ray Nelson datato 1963 (Alle Otto Del Mattino) che racconta un’occupazione aliena della Terra realizzata attraverso l’ipnosi della razza umana. Il racconto di Nelson ha tutti quegli elementi lovecraftiani cari al cineasta statunitense, in particolare l’esistenza di mondi nascosti, sottostanti, impercettibili: l’autore se ne innamora subito e decide di metterlo in scena.
Ma all’impianto sci-fi un po’ orwelliano del racconto di Nelson, Carpenter aggiunge proprio la sua avversione politica nei confronti di quel decennio reaganiano che aveva cambiato per sempre la società americana. Il mix che ne esce è semplicemente sovversivo: gli alieni diventano gli yuppies e l’ideologia politica ed economica di Reagan diventa il vero mezzo per soggiogare, corrompere e infine “invadere” il paese.
Certo, Essi Vivono non è un’opera sempre perfetta, ma la sua importanza sta proprio nel coraggio di diventare, ancora prima che racconto filmico pulito e coerente, un manifesto politico chiaro e netto attraverso una metafora che non lascia spazio a dubbi: “essi vivono, noi dormiamo”.
Nella società 2.0 di fake news, algoritmi e false verità la sua eredità politica e culturale rimane viva e profondamente attuale. Perché al di là delle epoche, dei governi e delle ideologie, quella falsa coscienza di cui parla Essi Vivono è una minaccia sempre dietro l’angolo.
Daniele Lombardi, anonimacinefili.it

