UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA

un film di Sean Baker

24, 25, 26 aprile

«Il film più allegro e quello più straziante dell’anno. Riesce nel miracolo di combinare due cose: fare un incantesimo e raccontare la verità» New York Times

Moonie, Scooty e Jancey vivono in Florida, in una zona degradata tanto vicina a Disneyland quanto lontana dal suo gioioso e spensierato benessere. I tre hanno circa sei anni, e riescono ancora a trasformare una realtà fatta di fast food, trash televisivo e quotidiana miseria in un’avventura alla Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Le tre simpatiche canaglie abitano in quei terrificanti motel coloratissimi ma squallidi che popolano le periferie della Florida, e i genitori dei bambini (anzi, le mamme, perché i padri sono del tutto assenti) non hanno un lavoro stabile, campano alla giornata, bevono, fumano e smignottano. Non sono madri snaturate, perché continuano ad amare i propri figli e qualcuna si adopera per tenerli lontani dai pericoli e dalla perdita di dignità cui loro stesse sono quotidianamante sottoposte. Ma Halley, la giovane mamma di Moonie, cammina pericolosamente lungo il confine fra legalità e crimine, fra rispetto di sé e perdita di ogni decoro. Sean Baker affronta la storia di Un sogno chiamato Florida senza pietismi e con una gran dose di allegria, scegliendo il punto di vista dei bambini e mettendo la cinepresa letteralmente alla loro altezza.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    The Florida Project

  • Regia

    Sean Baker

  • Paese, anno

    U.S.A.,2017

  • Genere

    Commedia drammatica

  • Durata

    112'

  • Sceneggiatura

    Sean Baker, Chris Bergoch

  • Fotografia

    Alexis Zabé

  • Colonna sonora

    Matthew Hearon-Smith

  • Montaggio

    nd

  • Interpreti

    Brooklyn Kimberly Prince, Bria Vinaite, Willem Dafoe, Valeria Cotto, Christopher Rivera

Recensione

Scooty, Jancey e soprattutto l’irresistibile Moonie vivono ogni difficoltà come un’occasione per creare scompiglio e farsi due risate, anche se ci sarebbe poco da ridere per alcuni loro atti vandalici. Ma poiché c’è ancora meno da ridere per la situazione senza speranza delle loro madri (e nonne), Baker identifica correttamente nello spirito iconoclasta dei tre bambini l’unica loro possibilità di salvezza, l’unico filtro ad una realta’ di per se’ intollerabile. Il regista, che è anche cosceneggiatore e montatore del film, lavora bene sul contrasto visivo fra colori vivaci ed esistenze miserabili, fra quel mondo di fantasia perpetuato dall’architettura esagerata e grottesca della Florida e la realtà in cui vivono i suoi abitanti dei quartieri più poveri, vedendosi sbattutto in faccia quotidianamente l’imperativo di continuare a credere alla favola disneyana. 

Paola Casella www.mymovies.it