IL CAPO PERFETTO
Domenica 26 giugno, ore 21.30
Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)
In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.
Recensione
Il protagonista è Blanco (Javier Bardem), il proprietario di una storica azienda spagnola di bilance industriali. La sua è un’attività apprezzata e amata, premiata continuamente come eccellenza locale. Gli apprezzamenti per l’azienda sono gli stessi per il suo proprietario, amato e stimato dai dipendenti e considerato un esempio di umanità.
Blanco è attento alle esigenze dei suoi dipendenti, cerca di andare loro incontro per risolvere tutti i problemi, affinché non venga intaccata la produzione della sua azienda e la sua immagine.
Ma quando viene annunciato l’arrivo di una commissione ispettrice per l’assegnazione un premio, Blanco inizierà a trovarsi in difficoltà, a causa di una serie di imprevisti che peggioreranno sempre di più. Un ex dipendente, licenziato per tagli al personale, si accampa di fronte all’azienda per protestare contro il suo licenziamento; Miralles (Manolo Solo), un dipendente di lunga data, provoca problemi a lavoro a causa della sua vita personale e problemi con la moglie. Inoltre, arriva una nuova stageur in azienda, Liliana (Almudena Amor), e Blanco ne è attratto fin dal primo momento, ma la ragazza nasconde un segreto.
Questa commedia nera, che ricorda quasi i lavori di Woody Allen, è incentrata sul mondo del lavoro: la precarietà, la disoccupazione e soprattutto la sua instabilità.
Il capo perfetto è un film che funziona da dittico con I lunedì al sole, film del 2002, sempre di Fernardo León de Aranoa. In entrambi si parla di lavoro precario e disoccupazione, con chiavi narrative ed estetiche simili.
Si sorride spesso guardando Il capo perfetto, seppur amaramente, soprattutto grazie alle peripezie che vive il protagonista, un quasi inedito Javier Bardem, in chiave comica.
Ed è proprio Bardem ad essere al centro della storia: l’attore spagnolo interpreta un capo amato da tutti, ma che nasconde una natura manipolatoria con cui cerca di tenere tutto sotto controllo. Blanco si pone al centro della pellicola e intorno a lui si dipanano le storie, intrecciandosi l’un l’altra, ma ad un capo del filo c’è sempre lui, che cerca di muovere le circostanze come meglio gli conviene.

