IL FILO NASCOSTO

un film di Paul Thomas Anderson

Sabato 11 agosto - ore 21.00

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Ambientato nella fascinosa Londra del dopo guerra negli anni Cinquanta, il rinomato sarto Reynolds Woodcock e sua sorella Cyril sono al centro della moda britannica, realizzando i vestiti per la famiglia reale, star del cinema, ereditiere, debuttanti e dame sempre con lo stile distinto della casa di Woodcock.

Le donne entrano ed escono nella vita di Woodcock, dando ispirazione e compagnia allo scapolo incallito, fino a quando non incontra una giovane e volitiva donna, Alma, che presto diventa parte della sua vita come musa ed amante.

La sua vita attentamente “cucita su misura”, una volta così ben controllata e pianificata, viene ora stravolta dall’amore.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    Phantom Thread

  • Regia

    Paul Thomas Anderson

  • Paese, anno

    U.S.A.,2017

  • Genere

    Drammatico, Romantico

  • Durata

    130'

  • Sceneggiatura

    Paul Thomas Anderson

  • Fotografia

    Paul Thomas Anderson

  • Colonna sonora

    Jonny Greenwood

  • Montaggio

    Dylan Tichenor

  • Interpreti

    Daniel Day-Lewis, Lesly Manville, Vicky Krieps, nSue Clark, Joan Brown, Harriet Leitch, Dinah Nicholson, Julie Duck,Maryanne Frost

Recensione

Se potessimo valutare la qualità di un film con un grafico ad area tridimensionale, e ponessimo sui tre assi i valori relativi alla qualità fotografica, alla ricostruzione storica e alle interpretazioni attoriali, l’area/qualità de Il filo nascosto disegnerebbe un cubo perfetto, inattaccabile da qualsiasi angolazione lo si voglia guardare. Ovviamente non stiamo parlando di numeri e, per citare L’attimo fuggente, le teorie che spiegano un’opera artistica con delle cifre sono niente altro che escrementi. Il nostro grafico mentale serve solo per farsi un’idea della compattezza dell’ultima fatica di Paul Thomas Anderson, la sua innegabile (seppur non numerabile) qualità di racconto per immagini, raffinato come un film d’altri tempi. Un aspetto è rimasto fuori dal grafico, il meno tecnico e quindi meno quantificabile di tutti, la sceneggiatura, che ora proverò a sintetizzare. Reynolds Woodcock è un genio dallo stile ricercato, affascinante e instancabile nelle routine lavorative, veri e propri riti che sua sorella protegge, oltre ad amministrare le sue finanze. Sempre circondato da donne, è un personaggio estremamente fragile, schiavo delle proprie manie che lo rendono scontroso quando non sono soddisfatte. È proprio la sua ossessione per le misure che lo fa infatuare di Alma, una cameriera che diventerà presto la sua modella di punta oltre che la sua compagna. Dietro gli atteggiamenti discreti, Alma nasconde una personalità più forte di quanto Woodcock si aspetti. Ella comprende, infatti, che nonostante i modi burberi l’uomo ha un desiderio inespresso di perdere il controllo e che le sue manie non devono essere continuamente assecondate. Forse la relazione con Alma non sarà una cosa passeggera come tutte le altre. Il film è, per sommi capi, una storia d’amore in ambiente borghese che, un po’ come l’Età dell’innocenza, trae il proprio fascino dalla raffinatezza del contesto e lo charme dei protagonisti. Il tema amoroso è ravvivato dalle interessanti dinamiche di volontà di dominio e fragilità del protagonista oltre al suo, mai celato e mai davvero soddisfatto, sentimento edipico. La qualità delle interpretazioni, unita alla perfezione formale cui il regista californiano ci ha da tempo abituati, lo rendono un’esperienza visiva avvolgente come poche altre.