IL MIO PROFILO MIGLIORE

un film di Safy Nebbou (Francia / 2019 / Sentimentale / 101')

sabato 16/11/19 - ore 21.00
domenica 17/11/19 - ore 16.00, 18.00 e 20.30

Prezzi riservati ai Soci
Intero: 6,5 euro
Ridotto: 5,5 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Prezzi al pubblico
Intero: 7 euro 
Ridotto: 6 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Recensione

Claire Millaud, una docente universitaria sulla cinquantina e con due figli, ha una relazione con Ludo, un uomo più giovane di lei che la desidera sessualmente ma che poi non condivide altro. Claire ha un’idea: crearsi una falsa identità su Facebook. Entra così in contatto con Alex, un giovane fotografo che collabora con il suo amante. Tra i due nasce un’attrazione virtuale anche perché Claire, ora diventata Clara, si fa passare per una ventiquattrenne. Riuscirà a mantenere la relazione confinata solo sul web?
La vicenda di cui sopra trae spunto da un romanzo di Camille Laurens che ha fatto correre la memoria cinefila del regista a classici come Rashomon di Akira Kurosawa e La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.
I modelli, come è giusto che sia, erano elevati e per tentare di emularli ci volevano due protagoniste di eccellenza. Le ha trovate in Juliette Binoche e Nicole Garcia che costituiscono un’occasione per riflettere come due interpreti di rango possano reggere una sceneggiatura che, da un certo punto in poi, sembra scritta da una Carolina Invernizio rinata in era social.
Nella prima parte del film, che è strutturato come flashback derivanti dalla narrazione dinanzi a una psicoanalista, le due star si consentono duetti che interpolano l’evolversi delle vicende sentimental-virtuali della protagonista. Da un lato c’è la cinquantenne bisognosa non tanto di ‘piacere’ (per quello ci sarebbe l’amante Ludo) quanto piuttosto di sentirsi attraente con una modalità che andasse oltre la pura e semplice sessualità. Sulle sue spalle pesa però la convinzione (che l’odierna società fa ben poco per smantellare) di avere ormai perso qualsiasi possibilità in quel senso.
La nuova e giovane identità le consente invece di sentirsi ‘completa’. Di fronte ha una donna che le ricorda qual è il proprio ruolo (non amica ma terapeuta) e che la mette, gentilmente ma con fermezza, di fronte alle sue fragilità.