IL MIO VICINO ADOLF

un film di Leon Prudovsky
30 - 31 Gennaio e 01 - 02 Febbraio

Sud America, 1960: Mr Polsky (David Hayman) è un sopravvissuto all’Olocausto che vive, solo e scontroso, in una fatiscente casa di campagna. Quando un nuovo vicino tedesco (Udo Kier) si insedia nella villa accanto, Polsky matura la convinzione che l’uomo non sia altro che Adolf Hitler sotto mentite spoglie. E per smascherarlo le proverà tutte…

Recensione

È impresa complicata trovare il modo di infondere grazia e umorismo ad un racconto che affronta le conseguenze del famigerato regime nazista ma Il Mio Vicino Adolf, secondo lungometraggio del regista israeliano Leon Prudovsky, conduce in porto la missione.

Presentato in anteprima mondiale in Piazza Grande a Locarno 75 e nelle nostre sale in autunno, il film è una dolceamara riflessione sugli strascichi post-traumatici dell’Olocausto che nasce come commedia degli equivoci e sequenza dopo sequenza si annida nelle pieghe più drammatiche ed inquietanti delle cicatrici invisibili di chi ha vissuto l’orrore sulla propria pelle.

Qui si gioca il destino positivo di Il Mio Vicino Adolf, film profondo in abito semplice che indaga i risvolti non scontati dello spaccato storico e geografico che maneggia, un pantano in cui molti nella storia cinematografica sono finiti risucchiati nelle sabbie mobili della retorica o dell’ossessione emozionale. Trainato da due attori straordinari, l’iconico Udo Kier nei panni del presunto Führer in disguise e soprattutto lo scozzese David Hayman (Il Bambino con il Pigiama a Righe, Sid e Nancy), Il Mio Vicino Adolf si spoglia di orpelli struggenti e coraggiosamente cerca il sorriso nell’orrore e poi viceversa, trovando entrambe le X sulla mappa con una scrittura essenziale e precisa intrisa di realismo ed una leggerezza formale che non intacca, in ultimo, il messaggio nudo: le opere di male non risparmiano nessuno.