IL RAGAZZO PIU’ FELICE DEL MONDO

di Gianni "Gipi" Pacinotti (Italia / 2018 / Commedia / 90')

Venerdì 02 agosto, ore 21

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Recensione

“Per una storia ammazzerei mi’ madre!”
Pur nella sua genesi fortemente autobiografica, l’ultimo film di Gipi presenta nella sceneggiatura battute, gag, chiari riferimenti alla società italiana di oggi. Una commistione felice, quella tra autobiografismo e satira sociopolitica, che già rende irresistibili i corti di Gipi in onda all’interno di Propaganda Live. Ed evita il rischio di un eccesso di autoreferenzialità, sempre presente quando un artista si racconta in modo esplicito e diretto.
Dopo che Procacci gli impedisce di girare il film gay La vita di Adelo, Gipi si butta su un progetto di non fiction. Si tratta di andare alla ricerca di un misterioso individuo che, come Gipi scopre entrando in contatto su Facebook con molti colleghi, da almeno vent’anni invia lettere a più di cinquanta disegnatori italiani (da Laura Scarpa a Giacomo Nanni), spacciandosi per un fan adolescente, chiedendo in dono schizzi autografati.

Le liberatorie che non ci sono perché i locali dove si vogliono fare le riprese sono chiusi per mafia, la necessità di tutelare la privacy e non compromettere completamente l’equilibrio psichico del falso fan, l’assistente sul set che vuole essere pagato in visibilità, la superproduttrice Rai che trasforma l’idea iniziale in un programma tv commerciale (nel senso deteriore), i soldi che finiscono presto… Non sveliamo come andrà a finire, ma va detto che il film gioca molto con la presenza-assenza di questo fantomatico fan, in un ossessivo corpo a corpo a distanza con Gipi che è specchio dell’intangibilità del cinema nel suo farsi.
Dal lungometraggio precedente di Gipi, l’esilarante Smettere di fumare fumando, Il ragazzo più felice del mondo mutua il desiderio diaristico di comunicare eventi della quotidianità dell’autore, che è contemporaneamente dietro e davanti la mdp, e di filmare le varie tappe del perseguimento di un obiettivo di vita, difficoltà comprese. Ma nel Ragazzo più felice del mondo l’estetica da home movie passa in secondo piano, ad eccezione delle immagini dei Super 8 in cui Gipi da ragazzino dirigeva i fratelli, nel ruolo dei cowboy. Inserti “affettivi”, fondamentali: riverberano lo stesso spirito che anima l’impresa in cui Gipi si avventura, coinvolgendo gli amici Gero (incontentabile, fa di tutto per far lievitare il budget di produzione) e Davide (fonico improvvisato). Infatti, se per un qualsiasi maniacale appassionato di fumetti la felicità si riduce al ricevere in regalo un disegno originale di uno dei propri disegnatori preferiti, per Gipi ha a che a vedere con il riuscire a condividere le proprie esperienze con le persone più care. Anche quando ti chiamano “faccia di merda”.

Francesco Grieco mediacritica.it