IL SIGNORE DELLE FORMICHE

un film di Gianni Amelio
31 Ottobre e 01 - 02 - 03 Novembre

Alla fine degli anni 60 si celebrò a Roma un processo che fece scalpore. Il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock, perché “guarisse” da quell’influsso “diabolico”. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale. Ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere, i fuorilegge della norma. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, il film racconta una storia a più voci, dove, accanto all’imputato, prendono corpo i famigliari e gli amici, gli accusatori e i sostenitori, e un’opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s’impegna a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure.

Recensione

A due anni dal precedente Hammamet, in cui raccontava Bettino Craxi, Gianni Amelio torna alla regia con un altro film che affronta vicende passate di casa nostra: si intitola Il signore delle formiche e s’incentra sul cosiddetto caso Braibanti, che alla fine degli anni Sessanta vide lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo Aldo Braibanti protagonista di un controverso processo per plagio, e che mobilitò intellettuali (a sostegno di Braibanti si espressero e mobilitarono figure come Carmelo Bene, Alberto Moravia, Elsa Morante, Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, Adolfo Gatti, Giuseppe Chiari e Marco Pannella) e coinvolse l’opinione pubblica.

Proprio Bellocchio, che come detto fu tra coloro che sostennero Braibanti, è oggi tra i produttori del film.

Quello che vediamo qui di seguito è il trailer ufficiale di Il signore delle formiche, che è uno dei cinque film italiani in corsa per il Leone d’oro al Festival di Venezia 2022

Braibanti è interpretato da Luigi Lo Cascio (David di Donatello per I cento passi e Il traditore, Coppa Volpi per Luce dei miei occhi, visto quest’anno in Delta; al suo fianco, Elio Germano (premiato a Cannes per il suo ruolo in La nostra vita, Orso d’Argento al miglior attore per Volevo nascondermi, visto di recente in America Latina), Sara Serraiocco (Best European Talent a Berlino per Cloro, vista di recente in Io sto bene) e l’esordiente Leonardo Maltese. Il cast è inoltre composto da Anna Caterina Antonacci, Rita Bosello, Davide Vecchi, Maria Caleffi, Roberto Infurna, con la partecipazione di Valerio Binasco, Alberto Cracco, Luca Lazzareschi, Elia Schilton, Giovanni Visentin, Fabio Zulli.

Già vincitore del Leone d’Oro con Così ridevano, il regista era già stato nuovamente in concorso al Lido con Le chiavi di casa senza ottenere altri premi, ma a Venezia (che fu vetrina del suo esordio nel lungometraggio con Colpire al cuore), era successivamente tornato come membro della giuria.

Parlando de Il signore delle formiche in un evento con il distributore 01, Amelio ha dichiarato di aver scelto la storia di Braibanti non come un’operazione storica ma per parlare dei nostri tempi e “dare coraggio a chi in questo nostro paese barbaro non può avere potere”.