IL VERDETTO. THE CHILDREN ACT

un film di Richard Eyre (G.B. / 2018 / Drammatico / 105’)

sabato 27/10 - ore 20 e 22.15
domenica 28/10 - ore 16.00, 18.00 e 20.30

sabato 03/11 - ore 22.15
domenica 04/11 - ore 16.00

Prezzi riservati ai Soci
Intero: 6,5 euro
Ridotto: 5,5 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Prezzi al pubblico
Intero: 7 euro 
Ridotto: 6 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Recensione

Emma Thompson è il giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye, donna che presiede con saggezza e compassione i casi eticamente complessi inerenti al Diritto di Famiglia su cui è chiamata a pronunciarsi. Il lavoro non finisce mai e a farne le spese è la sua vita matrimoniale, ormai sull’orlo del baratro, con il professore americano Jack (Stanley Tucci), il marito, talmente trascurato da annunciarle l’inizio di una nuova relazione extraconiugale.
Sarà l’urgenza di un nuovo caso da dirimere, però, a costringerla ad un ripensamento profondo della sua intera esistenza. Ancora 17enne, sebbene tra pochi mesi compirà la maggiore età, Adam Henry (Fionn Whitehead) è affetto da leucemia: per salvarsi ha bisogno di una trasfusione di sangue, cura che i genitori e il ragazzo stesso rifiutano dall’ospedale, in quanto ferventi Testimoni di Geova.
La scelta che si impone a Fiona è tra lasciarlo morire o obbligarlo a vivere. Dopo aver ascoltato le ragioni appassionate e commoventi dei genitori di Adam e del personale sanitario, Fiona interrompe il procedimento e prende l’insolita decisione di recarsi in visita da Adam in ospedale, in modo da formularsi personalmente un’idea dell’effettiva consapevolezza di Adam delle possibili conseguenze del suo rifiuto di sottoporsi a una trasfusione. Dopo aver portato sullo schermo Zoë Heller (Diario di uno scandalo, 2007) e Bernhard Schlink (dal cui racconto “The Other Man” realizzò L’ombra del sospetto nel 2008), Richard Eyre viene ora scelto da Ian  McEwan, anche autore della sceneggiatura, per trasformare in film il suo romanzo. Prodotto dalla BBC, The Children Act è un lungometraggio di eleganza rara, poggiato su interpretazioni di classe indiscutibile – inutile dilungarsi sulla prova di Emma Thompson, al solito sublime – e incentrato sul concetto di giustizia in un ambito, quello relativo ai minori, che giorno dopo giorno riempie le pagine delle cronache mondiali (tra i casi più recenti, si pensi ad esempio a quello del piccolo Charlie, caso intorno al quale si aprì un dibattito di proporzioni planetarie, in termini morali, giuridici e politici). È su questo labilissimo crinale che il film rimane sapientemente in equilibrio, preoccupandosi in primo luogo degli esseri umani chiamati in ballo, senza fermarsi sulla superficie di slogan o prese di posizione aprioristiche ma provando a scavare nella profondità degli stati d’animo. Ascoltando le ragioni di chiunque, ma soffermandosi – come ovvio – sull’evoluzione dei due personaggi principali, il giudice e il ragazzino.
E di come quel verdetto finirà per mutare le convinzioni di entrambi, in ambiti differenti e con ripercussioni impreviste.