LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN

di Xavier Dolan (Canada / 2018 / Drammatico / 123')

08, 09, 10 ottobre

Rupert Turner è sempre stato un grande fan di John F. Donovan, star del cinema e della televisione, morto solo e in disgrazia dopo una serie di scandali che lo hanno coinvolto. Dopo la sua morte, Rupert racconta, in un’intervista con la giornalista Audrey Newhouse, la sua amicizia epistolare con l’attore durata cinque anni e iniziata quando aveva undici anni. Attraverso le loro lettere Rupert racconta la sua vita tormentata, tra i compromessi con la fama e pregiudizi che hanno ostacolato la sua breve vita.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    The Death and Life of John F. Donovan

  • Regia

    Xavier Dolan

  • Paese, anno

    Canada,2018

  • Genere

    Drammatico

  • Durata

    127'

  • Sceneggiatura

    Xavier Dolan, Jacob Tierney

  • Fotografia

    André Turpin

  • Colonna sonora

    Gabriel Yared

  • Montaggio

    Mathieu Denis, Xavier Dolan

  • Interpreti

    Kit Harington, Jacob Tremblay, Ben Schnetzer, Thandie Newton, Emily Hampshire

Recensione

Xavier Dolan ha iniziato a guardare indietro, non più sempre in avanti, dopo l’esplosione del suo cinema ribelle e adolescenziale in È solo la fine del mondo. Un film in cui il suo stile urlato raggiunge il massimo, con inquadrature così ravvicinate da sfociare nel claustrofobico e con i legami di una famiglia numerosa che si sfaldano come uno spago ormai logoro. Dopo aver vissuto come una corsa continua in apnea, a ritmo di una musica ipnotica, il predestinato canadese inizia a sentire la fatica e meno la rabbia, con il chiaro bisogno di fermarsi un attimo, rimettersi in gioco andando alle radici della sua passione per il cinema.

La mia vita con John F. Donovan è il frutto di questo periodo di transizione. Si tratta, infatti, del suo film più sincero. Con questo film Dolan va a indagare il momento in cui la sua vita, ancora bambino, ha iniziato a voler diventare cinema. Arrivato a trent’anni elabora pubblicamente la sua crisi di crescita, esponendo in pubblico anche le sue ingenuità, attraverso la storia di un bambino di 11 anni che somiglia molto a lui, interpretato dal connazionale Jacob Tremblay.

È il primo film americano, girato in inglese, in cui Dolan parte dalla sua lettera inviata da bambino a Leonardo Di Caprio, una storia più volte raccontata pubblicamente, ad esempio sul palco di Cannes, durante la consegna del premio della giuria di qualche anno fa. Era la lettera di un fan di Titanic, che qui diventa la ripetuta corrispondenza di un fan, Rupert (Jacob Tremblay), nei confronti di John F. Donovan (Kit Harington), star di cinema e televisione morto giovane e dimenticato, a causa del suo coinvolgimento in alcuni scandali, mai veramente provati e soprattutto mai perdonati, dalla feroce opinione pubblica.

Vedendo il film non si può ignorare come Dolan racconti anche la sua vita, esposta al pubblico fin da quando era bambino e recitava nelle pubblicità. Il consueto ruolo centrale del rapporto fra madre e figlio qui diventa duplice, con Rupert e John alle prese con le rispettive madri, Susan Sarandon e Natalie Portman, a rappresentare uno sdoppiamento fra il privato e il pubblico di due ragazzini che sembrano due lati della stessa medaglia.

Mauro Donzelli – comingsoon.it