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LA PIÙ PICCOLA

un film di Hafsia Herzi
(Francia, Germania / 2025 / Drammatico / 106’)

Martedì 11 agosto, ore 21.00

V.M. 14

Queer Palm e Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 2025

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli si svolgeranno
al 1° piano di Palazzo Toaldi Capra, in Sala Affreschi.

La programmazione potrebbe subire variazioni.

Recensione

Con La più piccola l’attrice e regista Hafsia Herzi (classe 1987) ha presentato la sua terza opera per la sala, tornando nel 2025 a Cannes dopo La Bonne Mère del 2021. Molto nota al pubblico francese anche per le sue collaborazioni con Abdellatif Kechiche a cui si ispira – per Cous Cous aveva vinto il Premio Marcello Mastroianni come miglior attrice emergente alla Biennale di Venezia del 2008 -, ci consegna qui un film intenso e delicato sul racconto dell’identità femminile tout court. La più piccola non è semplicemente un film che parla di identità queer, bensì una storia di crescita e di scoperta di sé da parte di una giovane donna musulmana nella Francia attuale : se il bellissimo La vita di Adele (2013) di Kechiche era imperniato sul conflitto di classe sociale tra due donne innamorate, questo, invece, pone l’accento sul background religioso, sociale e culturale della giovane protagonista Fatima (interpretata dall’esordiente Nadia Melliti). Meno corale e più introspettivo, il lavoro di Hafsia Herzi si concentra sul mondo arabo da cui lei stessa proviene – è di origine tunisino- algerina –, consegnando al pubblico un quadro onesto, semplice e accurato sui dilemmi morali di una giovane ragazza francese musulmana che scopre la sessualità, le sue passioni e le sue amicizie. Fatima è una ragazza di 18 anni, che – come tutti – deve fare i conti con l’esame di maturità e le scelte future; da subito la regista ci catapulta nella vita quotidiana della giovane, prima a partire dalla famiglia nella quale è la terza figlia (la più piccola), poi nell’ambiente della scuola che frequenta, in cui si distingue per bravura e si trova a fare amicizia con i ragazzi, piuttosto che con le altre ragazze. È proprio in questi dettagli di spaccato quotidiano che la regista francese riesce a dare il meglio di sé: in particolare le scene di incomprensione e rivalità tra Fatima e il compagno di classe gay sono esemplificative del grande realismo con il quale Herzi raffigura le dinamiche sociali esistenti anche all’interno del mondo queer, senza inutili ipocrisie. Non capita di rado, infatti, che vi siano incomprensioni tra il mondo gay e quello lesbico, così come tra chi si percepisce bisex rispetto agli omosessuali. Lontano da rappresentazioni astratte del mondo queer – e in questo caso lesbico – La più piccola fotografa allora il vissuto quotidiano di una protagonista alle prese con le scelte più importanti della vita, ossia amicizie, passioni, università, amore. Hafsia Herzi ritrae la sua protagonista anche e soprattutto nei momenti di amicizia e convivialità e lo fa con una naturalezza e una semplicità che parlano della solitudine che vive chi si discosta dal canone ritenuto comune. La solitudine che alle volte attraversa chi è percepito come diverso, è difficile da spiegare in maniera astratta, poiché rincorre regole sociali non scritte ed implicitamente accettate dalla maggior parte delle persone; pertanto il cinema della regista e attrice francese non spiega, ma mostra, racconta, evoca. il film di Hafsia Herzi è stato vietato ai minori e alle minori di 14 anni dalla Commissione per la Classificazione Opere Cinematografiche del Ministero della Cultura Italiana. La casa di distribuzione Fandango esprime profonda contrarietà e dichiara di fare appello contro la decisione della Commissione che ha stabilito il divieto di visione lo scorso 14 aprile.
Il commento della regista Hafsia Herzi: “Sono profondamente rattristata dalla decisione di vietare La più piccola ai minori di 14 anni in Italia. Il film non contiene alcun riferimento sessuale esplicito ed è stato distribuito in tutto il mondo senza alcuna forma di censura. Durante il mio tour internazionale di un anno con Nadia Melliti, l’attrice protagonista che ha ricevuto il premio come Miglior Attrice a Cannes, ho avuto modo di incontrare e parlare con il pubblico e non mi sono mai trovata di fronte a osservazioni di questo tipo. L’accoglienza degli spettatori è sempre stata molto calorosa e credo sinceramente che il film mostri la vita di un personaggio mai visto prima, importante per molte giovani donne. Il film è tratto da un libro autobiografico che non è stato censurato in nessun Paese.”
Sara Gallaccio, www.close-up.info