LE INVISIBILI

un film di Louis-Julien Petit

14, 15, 16 maggio

Protagoniste del film sono quattro assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituare a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno infine a dimostrare che la solidarietà al femminile può fare miracoli.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    Les invisibles

  • Regia

    Louis-Julien Petit

  • Paese, anno

    Francia,2018

  • Genere

    Commedia

  • Durata

    102'

  • Sceneggiatura

    Louis-Julien Petit

  • Fotografia

    David Chambille

  • Colonna sonora

    -

  • Montaggio

    Antoine Vareille, Nathan Delannoy

  • Interpreti

    Patricia Mouchon, Khoukha Boukherbache, Bérangère Toural, Patricia Guery, Laetitia Grigy

Recensione

NOTE DI REGIA

Immergersi in quel mondo

Come già accaduto per i miei film precedenti, sapevo che avrei dovuto immergermi completamente in quel mondo per provare a capirlo e raccontarlo nel modo più accurato possibile. Per più di un anno ho incontrato donne senza fissa dimora in vari centri sparsi per la Francia, e, al tempo stesso, ho avuto modo di conoscere le assistenti sociali, in gran parte donne, familiarizzando con il loro lavoro. In poco tempo ho capito che mi sarei dovuto concentrare su entrambi i gruppi e sulle loro interazioni, perché entrambi sono in modi diversi “invisibili” nella nostra società.

Perché la commedia

Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride), ho capito che un genere come la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo fare un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità. Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante naturalmente che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui vivono, ma volevo esplorarlo anche attraverso situazioni insieme emozionanti e divertenti. I personaggi dovevano essere sviluppati in tutta la loro complessità, senza compassione o pessimismo, rimanendo in questo fedeli alle vere donne che ho incontrato.

Non professioniste

Le donne rappresentano fino al 40% delle persone senza fissa dimora in Francia. Tendiamo a non farci caso perché vivono molto appartate, per proteggersi dalla violenza della strada. Spesso si camuffano diventando virtualmente “invisibili”. Pochi mesi prima dell’inizio delle riprese abbiamo avviato una grande operazione di casting, allo scopo di scritturare attrici non professioniste per le parti delle senza dimora. Volevamo trovare circa cinquanta donne che avessero vissuto davvero per la strada in un periodo della loro vita.  A parte Sarah Suco (Julie) e Marie-Christine Orry (Catherine), tutto il cast delle senza dimora è composto da attrici non professioniste.

Le altre invisibili

Ci sono altre donne invisibili: le assistenti sociali. Non ricevono un grande supporto nell’aiutare gli altri, si parla poco del loro lavoro ed è difficile addirittura vederle o incontrarle. Malgrado debbano confrontarsi con leggi di sconcertante rigidità, si prendono cura al meglio delle donne senza dimora, giorno dopo giorno, nell’incrollabile certezza che la loro reintegrazione nella società sia possibile. Che siano volontarie o meno, queste donne impegnate nel sociale svolgono un compito davvero difficile, necessario e spesso, anche quando coronato da grandi successi, senza riconoscimento.

Da press book del film