LOVE ME TENDER
(Francia / 2025 / Drammatico / 134’)
Martedì 07 luglio, ore 21.30
Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)
In caso di maltempo gli spettacoli si svolgeranno
al 1° piano di Palazzo Toaldi Capra, in Sala Affreschi.
La programmazione potrebbe subire variazioni.
Recensione
In quello che è forse il cuore più sincero di Love Me Tender, la protagonista sussurra al figlio: “Lo so, tutto questo è strano. Ma l’unica cosa che conta è che siamo qui, insieme. Possiamo toccarci, e così sai che ci sono. Ci sono sempre stata”. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Constance Debré e presentato nella sezione Un Certain Regard alla 78ª edizione del Festival di Cannes, il film racconta la storia di Clémence (Vicky Krieps), un’ex avvocata e aspirante scrittrice che da tempo condivide serenamente l’affidamento del figlio Paul (Viggo Ferreira-Redier) con l’ex marito Laurent (Antoine Reinartz). Quando però questa gli confida di aver iniziato a frequentare delle donne, Laurent fa di tutto per allontanarla dal bambino, manipolandolo fino ad ottenerne la custodia esclusiva. Clémence avvia quindi una lunga battaglia legale che la costringe a confrontarsi con le contraddizioni istituzionali e i pregiudizi culturali, fino a ridefinire in modo del tutto personale il proprio essere madre e donna. In superficie c’è un racconto straziante, che brucia proprio perché, come osserva lo psichiatra incaricato della perizia, “Avere delle relazioni omosessuali non può essere considerato un segno d’instabilità psicologica nella nostra epoca”. Ma quello che Anna Cazenave Cambet dipinge non è tanto il ritratto di una situazione lacerante quanto un intimo antidoto al dolore di Clémence. La linfa di Love Me Tender è tutta qui: nell’importanza di un abbraccio tra genitori e figli, tra amici, tra amanti… Un contatto che la macchina da presa esplora da vicino, stringendosi ai corpi fino a respirare assieme alla protagonista, in cerca di una delicata e sincera intimità che richiama il cinema della compatriota Céline Sciamma (impossibile non pensare a Naissance des pieuvres durante le numerose sequenze acquatiche). Love Me Tender non si riduce mai a un film a tesi: Cazenave Cambet e Krieps evitano infatti qualsiasi ritratto agiografico costruendo piuttosto il profilo di una donna contraddittoria, imperfetta, capace di strabordare dai margini che la società le impone. Ciò che conta allora non è tanto il rapporto con Laurent, al quale viene dedicato ben poco spazio all’interno della narrazione, quanto il tentativo di Clémence di sottrarsi all’immagine prescritta della madre per cercare, dentro la ferita, una propria leggerezza e una propria libertà. Ne emerge così un finale di inatteso calore, che lascia intravedere uno spiraglio di luce sul significato di esser donna ancora prima che madre e ricorda che, al di là dei ruoli culturalmente imposti, ciò che conta davvero è soltanto l’amore.
Francesca Unici, www.sentieriselvaggi.it

