L’UNIONE FALLA FORSE

Un film di Fabio Leli (Italia / 2019 / Documentario / 107')

Venerdì 21/02/20 - ore 20.00

Spettacolo in collaborazione con Maimà e Collettivo Starfish.
Sarà presente in sala il regista Fabio Leli.

Prezzi riservati ai Soci
Intero: 6,5 euro
Ridotto: 5,5 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Prezzi al pubblico
Intero: 7 euro 
Ridotto: 6 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Recensione

Il 5 giugno 2016 è entrato in vigore il decreto Cirinnà che riconosce giuridicamente la coppia formata da due persone dello stesso sesso. L’iter per arrivare all’approvazione della legge ha sollevato numerose polemiche, soprattutto per quello che riguardava la questione della stepchild adoption che doveva permettere di adottare il figlio naturale del proprio partner, punto che poi è stato stralciato insieme all’obbligo di fedeltà. Fabio Leli, attraverso l’autoproduzione e il crowdfunding, ha realizzato un documentario che, da un lato segue due famiglie omogenitoriali, mostrandone la quotidianità, dall’altro si confronta con degli esponenti dei movimenti per la famiglia cosiddetta “naturale” e contro le teorie gender. 
L’unione falla forse unisce interviste, filmati delle giornate family day, dichiarazioni di chi si batteva contro l’approvazione della legge, animazione, ironia e soprattutto cerca di sollevare una riflessione contrapponendo due universi molto diversi. La giornata tipo di due famiglie arcobaleno che vivono la propria vita: i giochi dei bambini, i capricci, le risate, l’educazione, il lavoro e l’impegno di un nucleo che formerà i cittadini di domani. Poi uomini e donne che si battono contro tutto questo, fondando le loro teorie su dogmi religiosi, false credenze scientifiche ormai superate e convinzioni del tutto arbitrarie, uomini e donne che vorrebbero negare il diritto alle persone dello stesso sesso, non solo di sposarsi, ma persino di amare e di… esistere.
Fabio Leli racconta uno spaccato d’Italia che oggi più che mai non smette di odiare e urlare contro. Nonostante l’approvazione di questa legge, l’omofobia continua ad abitare nelle case di molte famiglie, a insidiarsi tra i banchi di scuola, attraverso i social e non cessa di fare vittime.