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MAIGRET, L’AMORE E LA MORTE

di Pascal Bonitzer
(Francia / 2026 / Giallo / 80’)

16, 17, 18, 19 novembre

Il commissario Maigret viene convocato con urgenza al Quai d’Orsay dopo l’omicidio di Berthier-Lagès, un ex ambasciatore molto stimato. Scopre che la vittima intratteneva da cinquant’anni una corrispondenza amorosa con la principessa De Vuynes, rimasta vedova da poco. Sarà solo una semplice coincidenza?

Recensione

Il film è un adattamento del libro Maigret e gli aristocratici, scritto da Simenon nel 1960. Dopo l’assassinio dell’ambasciatore Berthier-Lagès (Gaëtan Galliod), le indagini affidate al commissario Maigret portano alla luce un segreto rimasto nascosto per oltre cinquant’anni. Si tratta di una lunga e intensa relazione con la principessa De Vuynes (Dominique Reymond), rimasta vedova proprio pochi giorni prima del delitto.
Mentre interroga i membri delle due famiglie, i collaboratori del diplomatico e la sua enigmatica cameriera, Maigret si addentra in un mondo aristocratico fatto di apparenze, silenzi e verità taciute, dove ogni nuova scoperta macchia l’immagine di rispettabilità costruita nel tempo.
Tra passioni segrete, interessi familiari e sorprendenti colpi di scena, il commissario dovrà mettere insieme i pezzi di un intricato mistero fatto di amore, potere e morte per smascherare il colpevole.

comingsoon.it

Anne Alvaro, Manuel Guillot, Irène Jacob, Dominique Reymond e Olivier Rabourdin completano il cast di questo thriller poliziesco costruito attorno ai silenzi familiari, ai ricordi e ai segreti di lunga data. Pascal Bonitzer, già regista de Tableau volé, affronta qui Maigret con un’inchiesta ovattata, centrata sui legami intimi e sui non detti.
Pascal Bonitzer ha scelto di ambientare il film nei primi anni 2000, in un ambiente molto conservatore nel cuore del VII arrondissement di Parigi. A questo proposito il regista racconta: “Aristocratici cattolici che ignorano o disprezzano l’epoca in cui vivono. Simenon è un uomo del XX secolo; così come il suo protagonista, con i pregiudizi del suo tempo. Mi interessava metterlo a confronto con il XXI secolo.”
Denis Podalydès ha già lavorato con Pascal Bonitzer nel film Rien sur Robert (1999).

Julie Minetti, sortiraparis.com

La scelta di Denis Podalydès per il ruolo di Maigret può sembrare sorprendente. Ricordiamo i suoi illustri predecessori: Harry Baur, Pierre Renoir, Jean Gabin, Gérard Depardieu, e per la televisione Jean Richard e Bruno Cremer. Tuttavia, l’attore francese, già visto nell’eccentrico ruolo di Rouletabille (Il mistero della camera gialla, di Bruno Podalydès, 2003), non è certo privo di talento. Tutt’altro. Pur non avendo la statura fisica del personaggio, possiede indubbiamente la presenza scenica. La sua reputazione lo precede, e lui interpreta il ruolo con grande maestria, aggiungendo la sua malizia e qualche discreto tocco di autoironia. Equipaggiato con gli elementi essenziali del personaggio (pipa, cappello di feltro, cappotto), proietta un’immagine di grande arguzia, sotto un’apparenza gioviale e da bon vivant, un amante del buon cibo e del buon vino. I suoi interrogatori sono condotti con efficacia; le sue domande sono dirette, corrette e precise. Il montaggio non lascia spazio a inutili riempitivi nella narrazione; il tono è incisivo, senza un solo momento di noia.

Philippe Leclercq, ecoledeslettres.fr