MARCIA SU ROMA

un film di Mark Cousins
Sabato 22 ottobre - ore 18.00 Domenica 23 ottobre - ore 20.30

Il 28 ottobre del 1922 i fascisti marciano sulla capitale, nell’evento che segna l’avvio del ventennio mussoliniano. Mark Cousins ripercorre le cause e le tappe di quel momento storico attraverso materiali dell’Istituto Luce e film dell’epoca come A noi! Di Umberto Paradisi, o È piccerella di Elvira Notari. Le libere associazioni tipiche del regista diventano una meditazione sul fascismo dal punto di vista della cultura dell’immagine.Cousins ha realizzato documentari dallo stile ancor più sorprendente, ma in Marcia su Roma non si discosta troppo dalla formula del suo saggio in quindici puntate perché anche questa, a suo modo, è un’opera sulla didattica del cinema. Si indagano i movimenti, le espressioni, gli sguardi del fascismo per come venivano consacrati all’immagine in movimento attraverso gli anni venti (e non solo).

Recensione

Ma Cousins è anche un regista consacrato alla specificità dei luoghi (la sua forma cinematografica, diretta o indiretta, è quella del pellegrinaggio) e ci regala quindi scorci di Napoli e soprattutto di Roma. Della capitale sono ritagliate ed evidenziate le tracce architettoniche del fascismo, agli occhi autoctoni troppo “normali” e di fronte alle quali la prospettiva sghemba di Cousins si chiede cosa sia giusto fare dei resti vergognosi della storia. Un tema troppo spesso assente dal dibattito pubblico nostrano, e del resto estensione di un problema più vasto sulla mancata elaborazione del passato fascista e coloniale, che il regista giustamente riprende. Non tutto va preso alla lettera nei flussi cognitivi di Cousins, famoso per i suoi salti e le sue omissioni ma anche per gli esempi geniali di pensiero laterale che connettono fili inusuali della storia del cinema; Marcia su Roma ad esempio inizia con i fascisti e verso la fine arriva a citare un documentario muto sugli Inuit canadesi. Sono ispirazioni e suggestioni che rendono sempre fresco il lavoro di Cousins, specialmente quando si applica a un soggetto solitamente circondato da un dibattito stantio e asfissiante.Non è solo il cinema a spaziare, ma anche la storia stessa, con il film che traccia paralleli sull’eredità mussoliniana presa in prestito da altri dittatori attraverso il secolo, fino ad arrivare a Trump e all’attacco al Campidoglio statunitense del 2021, che apre e chiude il film e che presumibilmente ne è stato l’ispirazione iniziale, in quanto terminale storico dell’idea di una marcia come spettacolo di sopruso e condizionamento politico..
Tommaso Tocci,  www.mymovies.it