NAPOLI VELATA

un film di Ferzan Ozpetek (Italia/ 2018/ Drammatico-Sentimentale / 113’)

sabato 13/01 - ore 20 e 22.15
domenica 14/01 - ore 16, 18 e 20.30

Prezzi riservati ai Soci
Intero: 6,5 euro
Ridotto: 5,5 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Prezzi al pubblico
Intero: 7 euro 
Ridotto: 6 euro (over 65 anni, under 14 anni)

Recensione

Adriana, anatomopatologo a disagio coi vivi, incontra Andrea, un giovane uomo che la seduce e la ama una notte intera, appassionatamente. Adriana è travolta, finalmente viva. Al risveglio gli sorride e dice sì al primo appuntamento. Ma Andrea a quel rendez-vous romantico non si presenta. È l’inizio di un’indagine poliziesca ed esistenziale che condurrà Adriana nel ventre di Napoli e di un passato, dove cova un rimosso luttuoso.
Protagonista dichiarata del film, Giovanna Mezzogiorno deve vedersela con Napoli, che assurge in primo piano col suo potenziale esplosivo, la sua straordinaria energia linguistica, le sue contraddizioni interne.

Mescolando i generi ma privilegiando l’approccio  del melodramma, Ferzan Ozpetek traduce la forza dirompente della città in una struttura narrativa che intreccia fili in profondità. 


Andrea inietta nella vita di Adriana il fuoco divorante di un sentimento che resta allo ‘stato nascente’ ma avvia l’odissea del personaggio.  Inscritto nel quadro di un’indagine poliziesca, ma il film non è mai realmente interessato al suo intrigo, Napoli Velata coglie e rende visibili i flussi emotivi della sua protagonista e le correnti passionali che legano i personaggi agli amanti. Al ruolo virile e fragile di Alessandro Borghi replica il corpo assediato di Giovanna Mezzogiorno, daccapo musa di Ozpetek e daccapo soggetto scopico desiderante e immaginifico.
Ma a questo giro di vite alla sua protagonista non basta guardare al di là della strada per compensare con l’immaginazione la vita in cui permane. Sensuale e sensibile, la messa in scena riflette i vacillamenti percettibili della protagonista e tutta l’urgenza dell’attrazione carnale. Un tumulto che Adriana non può evitare, figuriamoci dimenticare. Cupo come un mystery e debordante come un mélo, Napoli Velata è un film ambizioso che non nasconde i modelli alti (Hitchcock) e restituisce in maniera efficace l’incandescenza della passione. A volte l’autore cede al turgore della storia e non riesce a evitare la caduta nella ridondanza e nell’eccesso ma gli viene in soccorso l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno, unica possibile valvola di sfogo in cui lascia passare il dolore e la perdita, l’infiammazione e lo scacco. Il proprio non poter essere, malinconicamente, che una figura dello scacco. In un film fatto di primi piani intensissimi e sguardi folgoranti, è giusto che la storia rimanga aperta e che sia un ultimo movimento ‘a seguire’ a chiedere allo spettatore di produrre senso.