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ONE TWO THREE

Sei cortometraggi di M. Herz, A. Chubinidze, M. Avramovic, O. Shchukina, L. Bruyère, Y. Aronova
(Francia / 2025 / Animazione / 47’)

Sabato 17 gennaio – ore 16.00

Una raccolta di cortometraggi, distribuita dalla Cineteca di Bologna, che racconta storie di amicizia, resilienza e scoperta di sé. Tra un drago che trova un nuovo mondo grazie a un amico umano; un fornaio che deve reinventarsi; un elefante che sogna una bicicletta e un piccolo omino che si lega a un cieco con la musica, emergono temi di solidarietà e speranza. Infine, un orso e un uccello, ciascuno con una propria debolezza, si aiutano a vicenda per trovare la libertà, mentre un albero porta gioia e allegria trasformando la routine in danza. Un viaggio poetico che celebra la forza delle emozioni e la bellezza della diversità.

Recensione

Boris è un panettiere molto indaffarato, un elefante è il netturbino della sua città, un orso è prigioniero nella sua gabbia senza saper cantare e un piccolo omino vive in una valigia appoggiata su un marciapiede. Dall’altro lato ci sono le loro comunità, gli amici del panettiere che non lo vedono mai a causa dei suoi orari notturni, gli abitanti della città che contano sul lavoro di pulizia dell’elefante, un uccellino vicino all’orso che non sa volare ma sa cantare, un uomo cieco che ogni giorno attraversa il marciapiede vicino alla valigia dell’omino.

Ciascun personaggio occupa, vive e presidia uno spazio circondato dalle sue comunità e, spesso, non si accorge di come esso stesso ne sia parte integrante. All’inizio tutti i protagonisti di queste storie sembrano soli e isolati ma ad uno sguardo più ampio, intorno a loro e con loro si muovono altri elementi. Le scelte, i desideri, gli ostacoli, gli avvenimenti della vita di ciascuno, se condivisi, diventano quelli di tutta la comunità.

Avviene così che il panettiere d’improvviso diventa allergico alla farina e non può più fare il pane, l’elefante inizia a desiderare una fiammante bicicletta rossa e dimentica i suoi doveri, l’uccellino che non sa volare finisce nella gabbia dell’orso, l’omino incontra l’uomo cieco e deve uscire dalla sua valigia. Un evento scatenante, non di grande rilevanza ma come ne avvengono ogni giorno, fa girare le vite di questi protagonisti. Prima ciascuno occupava il suo spazio, poi, come il draghetto Samson, si apre alla possibilità di guardare più lontano, oltre la propria collina e, come l’orso nella gabbia, di alzare lo sguardo verso il cielo.

I punti di vista cambiano e si moltiplicano, come per Boris che ha bisogno di aiuto per fare il pane, e i piccoli oggetti apparentemente insignificanti raccolti dall’omino possono diventare preziosi strumenti di mutuo soccorso. É così che la comunità si fonde, si attraversano luoghi e si creano scambi non solo di natura materiale; così gli alberi prendono in prestito degli stivaletti e partono alla scoperta della città e l’uccellino insegna all’orso a cantare. Ciascuno rinuncia alla propria tranquillità per spingersi un po’ più in là e guardare più lontano e questo nuovo sguardo e grande slancio rivelano un panorama del tutto inedito.