PALM SPRING

di Max Barbakow (Commedia, 2020, U.S.A., 90')

Martedì 15 giugno, ore 21.30

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Recensione

La mattina del 9 novembre, per Nyles, inizia svegliandosi di fianco alla fidanzata Misty, con la prospettiva di una giornata da trascorrere tra piscina e celebrazioni in un resort nel deserto di Palm Springs. La coppia è lì per partecipare al matrimonio tra Abe e Tala, un’amica di Misty. Un momento speciale che però Nyles sembra trattare con fin troppa svagatezza, brindando agli sposi in camicia hawaiana e salvando Sarah, sorella di Tala, da un discorso pubblico che la ragazza non vuole fare. Scappati insieme verso il deserto, Sarah vedrà Nyles trascinato in una grotta misteriosa, che ormai da tempo immemore lo costringe a rivivere la giornata del matrimonio senza soluzione di continuità.

Dal giorno della marmotta al giorno del matrimonio. Commedia arguta dalla creatività slapstick tutta contemporanea, Palm Springs riesce ad aggiornare un meccanismo narrativo di per sé bizzarro ma che ormai vanta una certa tradizione cinematografica: quello del time loop, l’anello temporale che intrappola i personaggi in un’eterna ripetizione dello stesso risveglio.

Max Barbakow e Andy Siara, regista e sceneggiatore di Palm Springs, non arrivano a confermare che Nyles, come tutti, ha visto Ricomincio da capo. Di certo però sfruttano la consapevolezza disincantata del ragazzo con notevole effetto comico: il deserto attorno a Palm Springs è per lui ormai un parco giochi familiare, così come familiare è il senso di rassegnazione che lo trascina da un bagno in piscina a una morte roboante; entrambi scenari che lo faranno risvegliare l’indomani nel medesimo letto in attesa della medesima cerimonia. Ciò scagiona il film, in una classica mossa di postmodernismo blasé, dalla responsabilità di dover re-introdurre il concetto del loop temporale e il prevedibile stupore del protagonista, come era quello di Bill Murray nel 1993 per la regia di Harold Ramis.

Andy Samberg e Cristin Milioti, coppia per caso e per forza composta da nomi di peso della commedia a stelle e strisce contemporanea (SNL e Brooklyn Nine-Nine per lui, How I met your mother per lei), può quindi scatenarsi in una parte centrale di film pirotecnica, esilarante e avvincente perfino nella sua piattezza, perché in fondo nulla ha più senso.

Oltre al piacere ipercinetico di gag sempre più elaborate, c’è la fortuna di aver catturato lo spirito del tempo con la perfezione di chi fa centro senza volerlo. Dei molti film che cercheranno di elaborare quanto avvenuto nel 2020, Palm Springs si ritrova in prima posizione dopo aver preso una scorciatoia casuale dal mondo precedente. La sua parabola dark sul fascino pericoloso del nichilismo parla a un pubblico – e in particolare a una generazione – che ha visto la propria vita fermarsi e si è trovata intrappolata in una routine fatta di puro ennui.