Promo

PER TE

un film di Alessandro Aronadio
(Italia / 2025 / Commedia drammatica / 115’)

Venerdì 19 dicembre – ore 20.00

Nel 2021 un bambino di 11 anni di nome Mattia Piccoli viene nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per “l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre”. Questo film racconta la sua storia e quella del papà Paolo che, poco più che cinquantenne, lentamente comincia a perdere pezzi della sua memoria. Ma proprio mentre il mondo inizia a sfumare, lui sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, forte anche dell’amore della moglie Michela. Insieme al figlio intraprende un percorso fatto di quotidianità condivisa, risate improvvise e silenzi che parlano. Una storia che celebra la memoria del cuore e la potenza dell’amore oltre il tempo.
Il racconto di una lotta contro il tempo che divora la memoria e l’identità, ma anche una storia d’amore e di speranza, dove la gioia può essere riscoperta anche nei momenti più bui.

Ingresso under18 €5
In collaborazione con Consiglio Comunale dei Ragazzi, Comune di Schio e Radicà Cooperativa Sociale Onlus

Recensione

Appena ho letto il libro Un tempo piccolo ho deciso che, al contrario di come si fa abitualmente, non avrei voluto incontrare i veri protagonisti di quella vicenda.
Perché a volte è più giusto modificare i fatti in modo che assomiglino più alla verità che alla realtà di una storia. E io sentivo che c’era una verità, nella storia della famiglia Piccoli, che travalicava la semplice realtà delle loro vite, e ci riguardava tutti: non c’è bisogno di una diagnosi per aver paura di dimenticare. E poi obbligava me, sempre troppo distratto dal futuro per soffermarmi sui ricordi, a guardarmi indietro, e a fondere la mia memoria alla
loro. E poi il tono: in questo film la diagnosi doveva essere raccontata come un tragico scherzo, una dichiarazione d’intenti, nostra e della vita (che mescola tragedia e commedia nella stessa misura e, nelle sue vette più stupefacenti, nello stesso momento). Perché Per te racconta anche questo: due approcci diversi alla tragedia. Il primo, più leggero, di chi vive la commedia come modo per esorcizzare il dolore. L’altro, più concreto e pragmatico, che ricorda che la risata è una medicina ma non può essere un’eterna via di fuga, e che a un certo punto le cose vanno attraversate, soprattutto se hai la responsabilità di avere accanto persone che ti vogliono bene. Di più, credo sia il film stesso a chiedersi: è giusto trattare un argomento così terribile provando ad usare toni più leggeri? In quest’epoca segnata da un perenne senso d’impotenza di fronte all’orrore che stiamo vivendo, ha ancora senso la commedia o è solo una sterile via di fuga? Io, che ho sempre provato a trattare temi seri in questo modo, negli ultimi tempi me lo chiedo sempre più spesso. Sapevo che questo non sarebbe stato un film sulla malattia, ma sulla memoria e i suoi meccanismi imperscrutabili, sorprendenti. Dopo aver visto una prima copia del film abbiamo deciso che non poteva che chiamarsi Per te. Queste parole però implicano un contatto, una dedica, una cura. Ne abbiamo così bisogno, in un’epoca in cui ci illudiamo di essere iperconnessi, ma in realtà non siamo mai stati più soli di così. Parole semplici come la storia di Paolo, Michela, Mattia e il fratello più piccolo Andrea. Una storia che non ha riempito le prime pagine dei giornali. Ma, come scriveva Mattia Torre, “i veri eroi oggi sono proprio gli invisibili e i silenziosi. Sono quelli che si prendono cura degli altri, in una società dove tendenzialmente degli altri non frega più niente a nessuno”.

Alessandro Aronadio, Note di regia