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RENTAL FAMILY – NELLE VITE DEGLI ALTRI

un film di Hikari
(Giappone - U.S.A. / Commedia drammatica / 103')

Sabato 07 marzo – ore 18.00
Domenica 08 marzo – ore 18.30

Rental Family. Nelle vite degli altri, il film diretto da Hikari, è ambientato nella Tokyo dei giorni nostri e racconta la storia di Philip Vandarpleog (Brendan Fraser), un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni.Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva quando incontra Shinji, il responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Phillip diventa il migliore amico di un uomo che ha solo bisogno di compagnia per giocare ai videogiochi, finge di essere un giornalista per mostrare il suo apprezzamento a un attore anziano che sta scivolando nella demenza senile e soprattutto diventa il padre di una bambina nippo-americana. Attraverso questi incontri, guidati da un preciso copione, Philip scopre il senso di gratificazione nell’aiutare gli altri, rischiando però di lasciarsi coinvolgere troppo.

Recensione

Il servizio offerto da Rental Family è qualcosa di molto diffuso in Giappone. Il film di Hikari si “accontenta” di emozionare e commuovere lo spettatore con una storia di buoni sentimenti, senza approfondire troppo l’aspetto etico e morale evidente nel ruolo del protagonista. Come spesso gli viene fatto notare, Philip resterà sempre un grande e grosso gaijin, o un generico “tizio bianco” – così come viene “venduto” dall’agenzia Rental Family – che non potrà mai comprendere davvero la cultura giapponese. Lavorando per la Rental Family, Philip avrà la possibilità di fare il padre e fare il figlio, almeno per finta, qualcosa che sarà molto più importante di qualunque possibile ruolo nel cinema o nella televisione. Dopo The Whale, Brendan Fraser è ancora una volta perfetto nella parte di un uomo fragile con un passato doloroso alle spalle. In ogni inquadratura Philip sembra nascondere un qualche tipo di sofferenza non meglio identificata, soprattutto nel tenero rapporto con la piccola Mia. Philip resterà sempre un gaijin, ma ogni incontro lo ha arricchito e ha riempito alcune delle sue mancanze emotive, avvicinandolo a una spiritualità orientale che mai avrebbe pensato di comprendere.Rental Family. Nelle vite degli altri riesce a toccare alcune corde emotive con grande grazia e delicatezza, un classico feel-good movie che parte da uno spunto narrativo già visto ma comunque adatto a ricreare situazioni divertenti senza appesantire il discorso e senza alcun tipo di “critica sociale” evidente. Quella giapponese è una società malata in cui l’autoreclusione e l’incomunicabilità hanno creato danni enormi, ma pensare che non sia un problema che riguardi anche l’occidente è semplice ingenuità. A Hikari non interessa approfondire questo aspetto e accompagna la storia verso un inevitabile finale positivo che fa bene al cuore.
Federico Rizzo, wwww.sentieriselvaggi.it