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SUL SENTIERO BLU

un film di Gabrilele Vacis

Mercoledì 27 luglio, ore 21.30

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Recensione

Un gruppo di giovani, 9 giorni e 200 chilometri da percorrere a piedi. Con loro ci sono educatori e medici. I giovani sono tutti collegabili alla sfera dell’autismo e il viaggio (che ha come meta finale Roma) sarà loro di grande aiuto nella gestione di difficoltà ed emozioni.

Non ci sono filtri né astuzie quando ci sono in gioco sensazioni e pensieri anche forti. Questa messa alla prova (ovviamente preceduta anche se non presente nel documentario da una fase di allenamento) consente ad ognuno di misurarsi con le proprie ansie ma anche con le legittime aspettative su di sé, sulle relazioni con gli altri, sul futuro.

Non è un ‘cammino di Santiago’ anche se un po’ lo ricorda quando gli educatori favoriscono una disposizione all’apertura e al saluto nei confronti di chi si incontra sulla strada. È piuttosto una presa di coscienza dei propri limiti e un primo totale incontro con l’autonomia intesa come distacco temporaneo dal nucleo familiare.

La telecamera non nasconde i brontolii di chi ‘non ci voleva venire’ ma poi continua a camminare, così come il desiderio di poter avvicinare Elisa, una ragazza del gruppo, per poter ‘giocare con lei’. I role playing formativi consentono, nelle pause, di verificare e anche modificare atteggiamenti o di controllare emozioni. Mentre si vedono i passi che seguono i passi, si verificano la fatica ma anche il piacere della condivisione di un’esperienza straordinaria. Tornano allora nel ricordo le parole di Bebe Vio che solo apparentemente hanno il suono dell’ossimoro: “Se è impossibile allora si può fare”. Sulla via Francigena questi ragazzi hanno reso possibile l’apparentemente impossibile.

Giancarlo Zappoli