THELMA

di Joachim Trier (Norvegia / 2017 / Thriller / 116')

Venerdì 23 agosto, ore 21

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Recensione

Il dramma a tinte dark della giovane protagonista, una studentessa di biologia del Nord Europa, è inquadrato in una fase della vita già di per sé piuttosto problematica. È il momento per Thelma di lasciare il nido e costruire la sua identità, emancipandosi faticosamente dalla rigida morale dei genitori, incentrata sul senso di colpa e sulla lezione cristiana: la crescita della ragazza, il suo passaggio all’età adulta avrà modo di esprimersi anche attraverso una forte autodeterminazione sessuale, che la vedrà coltivare un’attrazione irresistibile per la sua compagna di corso Anja (Kaya Wilkins). Sessualità, religione e la sofferenza di scoprirsi lontani e incompatibili col proprio modello familiare portano Thelma a collassare in una sorta di corto circuito, che si manifesta con delle crisi non-epilettiche psicogene e con inquietanti fenomeni paranormali.
La grande energia della ragazza scorre nella sua sensualità acerba, nel suo spiccato senso critico, nella sua acuta intelligenza, ma la sua trasformazione in donna adulta è soffocata dalla pesante figura paterna, a cui dà volto e corpo Henrik Rafaelsen. Trond – Rafaelsen è un medico di base bigotto e dalla affettività distorta, resa magnificamente nella suggestiva scena di apertura del film. La protagonista, Thelma, dovrà fare pace con il proprio potenziale, in un esemplare percorso di appropriazione di sé che culmina nel gesto freudiano dell’uccisione del padre-padrone.
La storia raccontata da Trier è una narrazione simbolica della carica distruttiva generata dalla repressione delle pulsioni, qualsiasi sia la loro natura. Nella tentata castrazione della giovane un ruolo chiave lo ricopre – appunto – la religione cristiana, strumento dell’oppressione scagliata contro gli istinti più potenti e inaccettabili dell’essere umano.
Assetato spettatore di buon cinema di genere, Trier va a scegliere i suoi riferimenti in un’ampia gamma di pellicole storiche, che spaziano da Marnie di Alfred Hitchcock a Carrie – Lo sguardo di Satana di Brian De Palma, ma anche nel cinema familiare nord europeo già esplorato in Segreti di famiglia. Thelma trova il suo punto di forza non tanto nell’originalità, quanto nella forma che Trier riesce a confezionare per raccontare la sua storia. La fotografia, che respira in maniera particolarmente ispirata nei campi lunghi, sorprende lo spettatore con quadri di indiscussa bellezza, motivo per cui è fortemente consigliata la visione sul grande schermo. Le capacità interpretative della protagonista e della sua spalla sentimentale – complice una grande sintonia e la freschezza dei due volti – riescono a mettere in scena una sessualità spontanea, ben lontana dall’erotismo fine a se stesso. 

Fonte: Francesca Romana Torre, Cinematographe