UNA DONNA FANTASTICA

un film di Sebastian Lelio

Giovedì 05 luglio - ore 21.30

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

 

Santiago del Cile. Orlando, un ultracinquantenne imprenditore tessile, ha una soddisfacente relazione con Marina e intende festeggiarne il compleanno con un viaggio alle cascate di Iguazu. La sera della ricorrenza ha un malore in seguito al quale cade dalle scale di casa. Marina lo porta all’ospedale e avvisa il fratello che sopraggiunge. Orlando è deceduto e Marina viene invitata dalla ex moglie a tenersi lontana dalle esequie e dalla sua famiglia. Non perché sia l’amante ma perché è una transgender.

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    Una mujer fantastica

  • Regia

    Sebastian Leilo

  • Paese, anno

    Cile,2017

  • Genere

    Drammatico

  • Durata

    100'

  • Sceneggiatura

    Sebastian Leilo, Gonzalo Maza

  • Fotografia

    Benjamin Echazarreta

  • Colonna sonora

    Matthew Herbert

  • Montaggio

    Soledad Salfate

  • Interpreti

    Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Nicolas Saavedra, Amparo Noguera

Recensione

L’opera racconta la storia di Marina, una giovane transessuale che vive con Orlando, un uomo di mezza età che ha lasciato moglie e figli per stare con lei. Quando però una notte il compagno muore improvvisamente, la protagonista si troverà da sola ad affrontare un ambiente ostile: dalle istituzioni alla famiglia del defunto. Come già nel precedente Gloria, anche in questo film l’autore latinoamericano si concentra quasi esclusivamente sul personaggio principale, seguendolo nelle sue azioni e nelle sue evoluzioni emotive e psicologiche, riguardanti un’elaborazione del lutto alquanto particolare. Qui, infatti, viene mostrato come Marina non abbia il modo e il tempo per affrontare “pacatamente” il dolore della perdita, in quanto oppressa fin dall’inizio dall’atteggiamento di chi le sta intorno: quello della polizia che sospetta qualcosa di losco e quello dei parenti di Orlando, che fanno di tutto per cacciarla dalle loro vite. La protagonista vivrà così una serie di episodi in cui sarà vessata e umiliata, e la sua sfera emotiva non sarà quindi segnata soltanto dal cordoglio, ma soprattutto da un senso di angoscia del quale dovrà faticosamente liberarsi. Una serie di elementi psicologici che, come accade frequentemente nel cinema di Lelio, vengono legati al ritratto dell’attuale società cilena, qui descritta nel suo lato peggiore, quello bigotto, ipocrita e omofobo rappresentato tanto dalle istituzioni quanto dalla famiglia di Orlando. Il tutto rivelato con una narrazione complessivamente piana, che non rinuncia però a occasionali e mai invasive incursioni oniriche e a sequenze tese e “misteriose” tipiche del thrilling: momenti stranianti e tra loro legati che hanno la funzione di sottolineare e simboleggiare le ansie della protagonista. Caratteristiche che fanno di Una donna fantastica una sorta di thriller emotivo a tratti surreale in cui la suspense non dipende tanto dalla vicenda raccontata quanto dalla psicologia di Marina e dal contesto respingente nel quale è inserita. Questo in un film che per certi versi porta il cinema di Lelio in zone almeno in parte nuove (il thriller, l’onirismo), confermando al tempo stesso quel connubio tra intimismo e descrizione sociale così peculiare della sua poetica.