VARDA PAR AGNÈS

di Agnès Varda, Didier Rouget (Documentario, 2019, Francia, 115')

07, 08, 09, 10 marzo

Agnès Varda parla di sé e del proprio percorso artistico da un palcoscenico teatrale. Questa fotografa professionista, artista visiva e pioniera della Nouvelle Vague, è stata una grande e amata esponente del cinema d’autore francese, ma anche una strenua avversaria di ogni pensiero istituzionale e precostituito. “Varda par Agnés” è un toccante autoritratto composto da tante piccole tessere colorate, un mosaico multicolore e fantasioso per illustrare – più per associazioni che per passaggi cronologici – le sue visioni e la sua poetica: il suo modo di salutarci e, con il tocco leggero che sempre l’ha caratterizzata, per prendere commiato.

Recensione

“Nei miei film ho sempre voluto che le persone vedessero le cose nella loro profondità. Non mi interessa mostrare qualcosa, ma trasmettere alle persone il desiderio di vedere”, ricordava Agnès Varda in un episodio della trasmissione radiofonica L’heure bleue, riproposta su France Inter in occasione della sua morte, avvenuta lo scorso 29 marzo alla bella età di novant’anni. La sua opera entusiasma oggi soprattutto le giovani generazioni, ma non è ancora stata apprezzata nel suo grande merito e tanto rimane ancora da scoprire e rivedere. Perciò, in sintonia con lo spirito della nostra amata Agnès – che non ambiva a fornire risposte, ma smuovere la curiosità dello spettatore – abbiamo deciso di ripercorrere in questa scheda critica i temi affrontati da alcuni dei suoi più importanti film che, tra l’altro, entreranno anche nel catalogo permanente della Cineteca di Bologna.

 

LA POINTE COURTE (1955) Così commentava André Bazin, il grande critico francese fondatore dei Cahiers du Cinéma, l’esordio al lungometraggio di Agnès Varda: «Un film miracoloso. Per il fatto che esiste e per il suo stile. Agnès Varda è una giovane donna, di cui si conosceva il grande talento come fotografa del Théâtre National Populaire. Ha convinto alcuni compagni a lavorare con lei ed ecco come ha visto la luce La Pointe courte, con poco denaro ma molto coraggio, immaginazione e talento. Questo primo miracolo condiziona il secondo. Intendo dire che la totale libertà di stile ci dona il sentimento così raro al cinema di trovarci alla presenza di un’opera che obbedisce soltanto alla volontà del suo autore senza dipendere da vincoli esterni.»

 

CLÉO DALLE 5 ALLE 7 (1962) Due ore di tempo (quasi) reale per conoscere Cléo, graziosa e capricciosa chanteuse parigina, convinta che “essere brutte equivale ad essere morte.” Con la vera mortalità si confronterà per il tramite di un temuto responso radiologico, mentre una Parigi in presa diretta le scorre intorno. Risposta matura, e femminile, ai tanti ritratti di donne di godardiana memoria.

 

Salut les cubains (1971), Black Panthers (1968), Réponses de femmes (1975), Ulysse (1983) Quattro corti emblematici del cinema di Varda: Salut le cubains è un dinamico e gioioso montaggio a ritmo di cha-cha-cha di foto scattate all’indomani della rivoluzione castrista; Black Panthers è girato a Oakland durante il processo a Huey Newton, fondatore delle Pantere Nere; Réponses de femmes raccoglie interviste a donne sui temi caldi della rivoluzione femminista; Ulysse è il racconto decostruito di una foto scattata tre decadi prima su una spiaggia egiziana.

 

SENZA TETTO NÉ LEGGE (1985)
Il ritratto di una giovane vagabonda (una straordinaria Sandrine Bonnaire) ricostruito attraverso le testimonianze raccolte dopo la sua morte. Leone d’oro a Venezia nel 1985.

 

JANE B. PAR AGNÈS V. (1988)
Un gioioso, anticonvenzionale e surreale ritratto della cantante, attrice e icona di stile Jane Birkin. Ad una caleidoscopica rappresentazione dei suoi molteplici ruoli, si uniscono riflessioni e conversazioni tra Birkin e la stessa Varda, sequenze immaginarie di film e tableaux vivants che vedono Jane B. interpretare caricaturali personaggi, fra questi una novella Giovanna d’Arco.

 

LES PLAGES D’AGNÈS (2008) “Se la storia delle persone è fatta di paesaggi, la mia è fatta di spiagge”. Con queste parole di Agnès si apre un intenso film memoriale, che vede la regista ritornare alle spiagge più importanti della sua vita. Il ritratto di una donna forte, teneramente determinata, capace di stupirsi e di mettersi in gioco, anche servendosi delle nuove tecnologie digitali.

 

A cura di Giulia Dal Santo (per approfondimenti, si veda il sito ufficiale della regista: www.cine-tamaris.fr)