VICTORIA E ABDUL

un film di Stephen Frears

Giovedì 19 luglio - ore 21.30

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra
via Pasubio, 52 – Schio (VI)

In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

La straordinaria storia vera di un’inaspettata amicizia nata durante gli ultimi anni dell’incredibile regno della Regina Vittoria. Quando il giovane commesso Abdul Karim si mette in viaggio dall’India per partecipare al Giubileo d’oro della Regina, si ritrova sorprendentemente nelle grazie della Regina stessa.

Mentre quest’ultima si interroga sulle costrizioni della sua antica posizione, i due instaurano un’improbabile e devota alleanza, mostrando una lealtà reciproca che la famiglia e la cerchia ristretta della Regina cercano di distruggere.

Mentre la loro amicizia si intensifica, Vittoria comincia a vedere un mondo in evoluzione con occhi diversi, rivendicando con gioia la sua umanità

Scheda tecnica

  • Titolo Originale

    Victoria e Abdul

  • Regia

    Stephen Frears

  • Paese, anno

    U.S.A. e Gran Bretagna,2017

  • Genere

    Sentimentale, Biografico

  • Durata

    112'

  • Sceneggiatura

    Lee Hall

  • Fotografia

    Danny Cohen

  • Colonna sonora

    Thomas Newman

  • Montaggio

    Melanie Ann Oliver

  • Interpreti

    Judie Dench, Ali Fazal, Eddie Izzard, Adeel Akhtar, Tim Pigott-Smith, Olivia Williams

Recensione

L’ironia, inglese e non solo, diverte e aggiunge un pizzico di magia a una narrazione dal sapore orientale. L’Inghilterra colonialista deve piegarsi davanti a un uomo di colore, che si veste in modo bizzarro: un indiano alla corte della regina. Siamo a fine Ottocento, e l’indipendenza dell’India è ancora lontana. Arriverà solo nel 1947. Ad Agra, uno scrivano che tiene i registri dei prigionieri sta per far tremare la Gran Bretagna intera. Si chiama Abdul e, grazie alla sua bella presenza, viene mandato al cospetto della Regina Vittoria per consegnarle una prestigiosa moneta cerimoniale. Nella prima parte la macchina da presa segue stupita le scoperte del giovane Abdul che, con occhi ingenui, osserva la follia delle cucine prima di un grande banchetto. Le dinamiche di palazzo scatenano risate genuine, fino al fatidico incontro. Vittoria conosce Abdul. Nasce un legame casto, intenso, osteggiato dai benpensanti e da chi guarda con sospetto al nuovo secolo che incombe. Frears aggiunge un altro grande personaggio femminile alla sua già sterminata collezione di personalità illustri. L’ultima era stata Florence Foster Jenkins in Florence, la peggior cantante di opera lirica mai esistita, con una stonatissima Meryl Streep. Frears torna a occuparsi della nobiltà inglese dopo il riuscito The Queen, con una straordinaria Helen Mirren. Il film raccontava di una Regina Elisabetta tormentata, divisa tra la morte di Lady Diana e i doveri verso il popolo. Qui, Vittoria è una regina giunta alla fine dei suoi anni, è una donna anziana che ha bisogno di aiuto per scendere dal letto e che si addormenta a tavola. Il figlio aspetta la sua dipartita per salire al trono, e lei rimane sola, imprigionata negli incubi dell’età. A interpretare Vittoria è una leonessa senza tempo: una sempreverde Judi Dench carica di autoironia, anche quando rappresenta la massima autorità nel Castello di Windsor. Aveva già lavorato con Frears in Philomena, nei panni di una madre alla disperata rincorsa del suo passato. In Vittoria e Abdul, Judi Dench torna ad avere la corona sul capo dopo La mia regina di John Madden, ambientato nel 1860, in un altro periodo dell’esistenza di Vittoria. È un cerchio che si chiude. La senilità si trasforma in un nuovo inizio. Gli stereotipi crollano sotto i colpi dei sentimenti e le barriere vengono superate. Vittoria e Abdul combatte il classismo con la forza della Storia, che continua a ripetersi. Non cambia l’atteggiamento dei potenti verso l’uomo comune, troppe volte povero e indifeso. Tutti avremmo bisogna di una Vittoria che si prendesse cura di noi, per trovare un rifugio sicuro nelle nostre fatiche quotidiane.