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WILD HORSE NINE

di Martin McDonagh
(Gran Bretagna, U.S.A. / 2026 / Commedia / 118’)

11, 12, 13, 14* gennaio

Ambientato poco prima del colpo di stato cileno del 1973 che rovesciò il presidente socialista Salvador Allende, il film segue due agenti della CIA, interpretati da John Malkovich e Sam Rockwell, impegnati in una missione che metterà alla prova il loro complesso legame e li trascinerà in una serie di storiche e controverse operazioni degli Stati Uniti, tra cui l’assassinio di JFK. Al centro della storia c’è Chris, interpretato da Malkovich, un agente veterano alle prese con problemi di salute, sensi di colpa e il desiderio di scrivere le sue memorie, mentre Lee, interpretato da Rockwell, è il suo devoto ma altrettanto complesso protetto.

Recensione

Il Festival del Cinema di Zurigo conferirà al regista Martin McDonagh il premio “A Tribute To…” in riconoscimento del suo eccezionale contributo al cinema.
Il regista di In Bruges, Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola riceverà il premio a Zurigo durante la proiezione di gala del suo nuovo film, Wild Horse Nine. La commedia nera, con John Malkovich e Sam Rockwell nei panni di due agenti della CIA inviati all’Isola di Pasqua prima del colpo di stato del 1973 in Cile, avrà la sua prima mondiale in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il mese prossimo.
Il premio “A Tribute To…” del Festival di Zurigo viene assegnato ai cineasti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema. Nell’annunciare il vincitore di quest’anno, il festival ha affermato che McDonagh “ha creato una voce cinematografica distintiva, mescolando dialoghi incisivi, umorismo nero e personaggi riccamente delineati”. Come parte dell’omaggio, McDonagh parteciperà a una discussione nell’ambito dello ZFF Masters sul suo processo creativo.
Non è la prima volta che McDonagh si reca a Zurigo. Sia Tre manifesti a Ebbing, Missouri che Gli spiriti dell’isola sono stati proiettati in anteprima al festival, che è diventato una tappa fondamentale nel calendario internazionale dei premi.
“Martin McDonagh è uno dei registi d’autore più interessanti della sua generazione”, ha dichiarato Christian Jungen, CEO dello Zurich Festival. “Attraverso il suo stile personale e inconfondibile, dimostra una rara capacità di affascinare il pubblico grazie all’interazione tra una fotografia curata nei minimi dettagli, ambientazioni suggestive e una narrazione intelligente, il tutto combinato con un’intuizione artistica che gli permette di trovare il perfetto equilibrio tra l’assurdo e il familiare. Il suo talento nel far emergere interpretazioni complesse e ricche di sfumature dai suoi attori è un segno distintivo del suo stile. Wild Horse Nine non fa eccezione e, a nostro avviso, è uno dei film più significativi della stagione. Abbiamo avuto il privilegio di proiettare diversi capolavori precedenti di Martin McDonagh e siamo lieti di rendere omaggio al suo straordinario contributo all’arte cinematografica.”

Scott Roxborough, hollywoodreporter.com


Wild Horse Nine si preannuncia come una satira pungente dell’interventismo americano clandestino, il più antico dei passatempi nazionali a stelle e strisce, con tanto di colpi di scena interpersonali che metteranno le spie l’una contro l’altra. A giudicare dal trailer, l’agente anziano interpretato da Malkovich inizia a mostrare segni di demenza, minacciando di compromettere la loro copertura. “Il vostro paese sarà fottuto”, dice il nonno Malkovich a due studenti cileni, una battuta che Rockwell interpreta come uno scherzo. E così arriva l’ordine – o meglio, la minaccia a malapena velata – dal loro capo ufficio (Steve Buscemi): ha spifferato troppo e non c’è modo che possa lasciare l’isola. “Tra le statue iconiche dell’isola, e mentre i partner di lunga data si confrontano con i loro oscuri passati e le cospirazioni del presente, il nuovo legame di Chris con due studentesse ribelli (Mariana di Girollamo e Ailín Salas) minaccia di mandare a monte la vacanza di tutti in questo remoto paradiso”, si legge nella sinossi ufficiale.
Tom Waits, già apparso in Sette psicopatici (ma probabilmente più noto per la sua presenza fissa nei film di Jim Jarmusch), interpreterà il fratello di Chris, mentre Parker Posey vestirà i panni della moglie di Lee, reduce da una performance memorabile nella terza stagione di The White Lotus.

Jack King, gq-magazine.co.uk